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anpiRoma, 22 mag – Chissà un giorno come racconteremo il fatto che il dibattito su un’importante riforma istituzionale sia stata dibattuta chiedendosi in continuazione cosa ne pensassero dei 90enni. Parliamo delle modifiche alla Costituzione varate da Renzi, sulle quali presto ci sarà un referendum. Bene, a quanto pare la cosa più importante non sarà l’effetto che avranno sulla società italiana le riforme di Renzi, ma cosa faranno i partigiani. Ovvero qualche decina di anziani signori, probabilmente più preoccupati dai problemi di prostata che dalla conformazione del nuovo Senato.

Tutto nasce, come noto, con la battuta di Maria Elena Boschi sul fatto che chi voterò no al referendum si caricherà sulle spalle l’orrida responsabilità di aver votato come CasaPound (tutto questo prima che Cpi prendesse ufficialmente posizione sulla vicenda, peraltro). Al che la sinistra Pd è insorta, ricordando al ministro che anche l’Anpi ha preso ufficialmente posizione sulla vicenda (non si capisce a che titolo, peraltro), dando indicazione di votare no, “come CasaPound”. A In mezz’ora, con Lucia Annunziata, la Boschi è tornata sulla questione e ha risposto ai suoi critici dicendo che “come direttivo nazionale, l’Anpi ha sicuramente preso una linea. Poi però ci sono molti partigiani, quelli veri, e non quelli venuti poi, che voteranno sì alla riforma”. L’esponente Pd ha quindi citato il 97enne partigiano “Diavolo” – Germano Nicolini – che ha già annunciato il proprio sì convinto al referendum e afferma.

Alt, un attimo: secondo la Boschi, nell’Anpi ci sono i partigiani “veri”, ma ci sono anche altri, che quindi sono da considerare partigiani “falsi”. E poiché, foss’anche solo per una questione anagrafica, i partigiani “falsi” sono molti più di quelli “veri”, e poiché la cosa sembra comportare un’evidente problema di rappresentatività per l’autorevole ministro della Repubblica italiana, a questo punto si deve considerare ufficialmente aperta la questione Anpi. Anche perché l’ente riceve fior di quattrini pubblici: se fosse confermato che si tratta di un’associazione di partigiani per lo più “falsi”, forse i criteri di finanziamento andrebbero rivisti.

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7 Commenti

  1. Dispute tra parenti. Io metterei al muro tanto la Boschi quanto i “partigiani”, vecchi e nuovi. Poi al collo un bel cartello: BANDITEN.

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