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Giovani Confindustria: ospite Salvini, ma non c'è feelingRoma, 6 giu – Il nuovo Matteo Salvini, quello che trae spunto dai buoni risultati delle elezioni regionali per presentarsi in versione governista, ha imparato una importante lezione: il suo principale alleato resta il popolo, i suoi principali nemici i poteri forti.

La sua infelice comparsata dai giovani di Confindustria ne è la prova più eloquente. Al convegno dei Giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure, il leader leghista espone le sue idee ma capisce subito che non è aria: troppo populista. Forse troppo popolare.

“Io non cambio casacca e discorso a seconda del fatto che vado a parlare con gli agricoltori in una stalla o con ragazzi in giacca e cravatta che fanno industria”, afferma, e forse è proprio questo ciò che gli fanno pagare (oltre al fatto di non portare la cravatta, come snobisticamente segnalato da tutti i media).

Eppure di argomenti sul tavolo Salvini ne mette parecchi: attacca l’Ue, ma ricorda anche che “chi fa male all’Europa sono gli eurobamba, non gli euroscettici”. Spara contro il Trattato transatlantico che vuole “più vincoli per noi, più libero mercato per gli altri”.

Di se stesso dice: “Salvini non si occupa solo di Rom e immigrati, che costituiscono solo l’ultima delle mie emergenze. Vorrei che se mio figlio che ha 12 anni decidesse di fare impresa la facesse qui, in Italia dove chi fa impresa è colpevole, tassato, indagato a prescindere”.

Ma l’accoglienza è fredda e le critiche sono esplicite. Dalla platea, un imprenditore lo definisce “populista” e Salvini gli risponde: “Mi inorgoglisco quando mi danno del populista, lo considero un valore aggiunto”. Addirittura il leader degli industriali Marco Gay ha attaccato: “Dobbiamo avere il coraggio di dire che il populismo è la più subdola delle tentazioni e non possiamo farcene scudo”.

Dopo che ha preso a frequentare Roma, Salvini dovrebbe aver imparato un celebre detto capitolino: non c’è trippa per gatti. Caro Matteo, il tentativo è stato sacrosanto, chi ha ambizioni di governo deve saper dialogare con tutti. Ma il tuo posto non è lì. Vinci nelle strade, i salotti della finanza se ne faranno una ragione.

Giorgio Nigra

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1 commento

  1. Tirem Inanz (tiriamo avanti), dicono a Milano.
    Caro Matteo non ti curar di loro ma guarda e passa!

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