Palermo, 29 apr – Il centrodestra si spacca sul candidato sindaco a Palermo: alla fine FdI correrà con Roberto Lagalla mentre FI e Lega sosterranno Francesco Cascio. Il modello Sicilia, dunque, vede consumarsi e conclamarsi la divisione della coalizione. Un suicidio annunciato, forse anche per le prossime elezioni politiche. Sì perché se la spaccatura a Palermo in quello che storicamente è il laboratorio per le elezioni nazionali – e in tal senso la divisione difficilmente potrebbe sanarsi sulla ricandidatura di Nello Musumeci a governatore della Sicilia – non resterà un caso isolato, i partiti del centrodestra, correndo divisi, perderanno le politiche.

Centrodestra spaccato: a Palermo niente candidato sindaco unitario

Chi mastica un minimo di politica dà per scontato che FdI, Lega e FI si ricompatteranno in tempo per le politiche, proprio perché sanno che divisi non hanno speranze. Ma la rottura su Palermo indica chiaramente che gli equilibri nella coalizione sono saltati. Per un motivo semplicissimo: da una parte c’è il partito della Meloni, in grande spolvero – a dar retta ai sondaggi; dall’altra la Lega di Salvini e FI di Berlusconi-Miccichè. FdI ha deciso di correre in solitaria perché non si è trovato l’accordo sulla ricandidatura di Musumeci. Uno strappo frutto quindi di una mancata intesa nella coalizione. In tal senso Palermo potrebbe essere il prodromo di una sconfitta annunciata su scala nazionale. Perché è evidente che i tre partiti non vogliono vincere contro il centrosinistra ma gli uni sugli altri, all’interno della stessa coalizione. Ma così perderanno a oltranza.

Miccichè: “FdI ha la responsabilità di aver spaccato il centrodestra”

La spaccatura su Palermo allo stato attuale non appare sanabile. Per il leader di FI in Sicilia, Gianfranco Miccichè, “FdI ha la responsabilità di avere spaccato il centrodestra”. “Francesco Cascio era pronto a ritirarsi qualora ci fosse stata una convergenza tutti uniti, ma quando FdI chiede di andare su Roberto Lagalla per andare su Nello Musumeci è chiaro che questo non può avvenire”. “Sono convinto che si vincerà con Cascio, ma sarà una campagna più dura per effetto di questa spaccatura”, afferma Miccichè. A sostenere Cascio sono FI, Lega-Prima l’Italia, Noi con l’Italia, gli autonomisti di Mna e Coraggio Italia. Tutto il centrodestra tranne FdI, praticamente.

A sostenere il candidato della Meloni spunta Italia Viva di Renzi

Ma attenzione, a sostenere il candidato della Meloni spunta Italia Viva di Matteo Renzi. “Lagalla è un amico, una persona con cui abbiamo collaborato positivamente e che siamo certi farà bene sindaco di Palermo. Lo sosterremo perché rappresenta un punto di incontro e non di scontro, lo sosterremo perché potrà mettere in campo competenza e serietà”. Così in una nota Filippo Tripoli, responsabile enti locali di Italia Viva Sicilia.

FdI candida l’ex assessore regionale Lagalla, passo indietro della Varchi

FdI a Palermo ha optato per Lagalla, già assessore regionale, dopo aver inizialmente sostenuto la deputata Carolina Varchi. “Apprezzo il senso di responsabilità di Carolina Varchi e ringrazio Fratelli d’Italia per l’importante supporto che ci viene offerto in un quadro di ricomposizione che, auspico, possa riguardare tutte le forze della coalizione per la tornata elettorale delle prossime amministrative del 12 giugno. Faccio appello a tutte le forze della coalizione, affinché si trovi una definitiva unità, in grado di assicurare il miglior governo alla città di Palermo”.

Dal canto suo, la Varchi aveva annunciato il suo passo indietro: “Prendo atto delle perduranti divisioni interne al centrodestra che aumentano il rischio di ritrovare di nuovo la sinistra ad amministrare la città. Per tale ragione, ringraziando Giorgia Meloni, il partito e i cittadini tutti che hanno manifestato apprezzamento e fiducia nella mia candidatura, ritengo opportuno eliminare ostacoli che allontanano dal traguardo di una vittoria del centrodestra a Palermo e rimettere la disponibilità nelle mani del partito. Certa che sarà l’occasione per trovare convergenze più ampie alle quali stiamo già lavorando”.

Salvini detta le condizioni per un accordo

A non perdere la speranza – diciamo – è in tal senso Matteo Salvini (che non sente la Meloni dalla rielezione di Mattarella). “Quando vogliono ci troviamo tutti” i leader di centrodestra per discutere di Palermo. “Nel 99 per cento dei comuni il centrodestra è unito, su altri va trovato unità, come Palermo… La Lega ha fatto più di un passo indietro con candidati per l’unità, a Palermo ci sono due candidati di centrodestra e contiamo di arrivare con uno“. A leggere bene le parole di Salvini però – visto che sottolinea di aver già fatto passi indietro – si tratta di un invito alla Maloni a convergere sul candidato di Lega e FI. Scenario molto improbabile.

Adolfo Spezzaferro

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