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Roma, 26 gen – Giuseppe Conte si è dimesso, addio al Conte bis: ora l’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona spera in un reincarico per provare a formare il governo Conte ter. In una nota del Quirinale si precisa che il presidente Mattarella “si è riservato di decidere e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Viene inoltre precisato che le consultazioni con le forze politiche avranno inizio domani pomeriggio, secondo un calendario che sarà reso noto nelle prossime ore.



Conte si è dimesso. Mezz’ora di colloquio con Mattarella

Conte è arrivato alle 12.01 al Quirinale per incontrare Mattarella, ufficializzare le dimissioni e formalizzare la crisi di governo. Il premier dimissionario ha poi lasciato il Colle dopo una mezz’ora. Nel frattempo, secondo quanto riporta RaiNews, il premier avrebbe registrato un video di commiato a Palazzo Chigi. A leggere il Tempo, la cosa non è molto piaciuta al Quirinale, visto che il premier ha anteposto l’immagine social nel solco di Casalino agli impegni istituzionali. Intanto Pd, M5S e LeU (per adesso) rinnovano il loro appoggio al premier dimissionario, Resta da vedere se Conte riuscirà a formare il gruppo dei “volenterosi” ossia i centristi voltagabbana al Senato e allargare la maggioranza. Allo stato attuale comunque la nascita del Conte ter non è così scontata.

Centrodestra non salirà al Colle con una delegazione unitaria

Intanto, dal canto suo, il centrodestra farà il punto sulla crisi in un vertice fissato per il primo pomeriggio. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si riuniranno anche con i centristi di Udc e i totiani di Cambiamo (tentati dal Conte ter). Tuttavia la brutta notizia per Matteo Salvini e Giorgia Meloni è che alle consultazioni al Colle i partiti di centrodestra andranno separati. Niente delegazione unitaria con i leader di Lega, Fratelli d’Italia e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. Segno che probabilmente Silvio Berlusconi si vuole tenere le mani libere per un eventuale governo di “unità nazionale” (se dovesse saltare il Conte ter).

Ora la palla sta al capo dello Stato

Pd, M5S e LeU sono pronti a tutto pur di restare al governo. Anche a riaccogliere Italia Viva dopo lo strappo di Matteo Renzi. A maggior ragione se dovesse saltare la testa di Conte, che del leader di Iv non ne vuole più sapere. Ecco perché i giallofucsia guardano ai centristi nel centrodestra. In ogni caso ora la palla sta a Mattarella. La nascita di un Conte ter dipenderà dalle garanzie che il capo dello Stato avrà su una maggioranza stabile, che sia quindi assoluta anche al Senato (quota 161 voti).

Adolfo Spezzaferro



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4 Commenti

  1. E’ evidente che Forza Italia non vorrà mai andare alle elezioni, visto che dal 14% delle scorse elezioni è al 7% nei vari sondaggi.

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