Roma, 26 gen – Il cardinale Gerhard Müller a gamba tesa contro il neo eletto presidente Usa Joe Biden. Terreno del duro attacco nei confronti del nuovo inquilino della Casa Bianca, il delicato tema dell’aborto. «Non posso sostenere un politico abortista – afferma –perché costruisce case popolari. E per il bene relativo dovrei accettare il male assoluto».



Müller attacca Biden sul tema dell’aborto

Per il prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, noto per non risparmiare a nessuno bordate in chiave antimodernista, è inconcepibile dichiararsi «cattolici devoti» e sostenere la liceità dell’aborto.

Il riferimento a Biden è chiaro: l’ex vice di Obama, che nel giorno del suo insediamento ha voluto dare sfoggio di grande devozione religiosa, è uno dei più convinti sostenitori del «diritto all’aborto libero» e l’amministrazione democratica ha promesso di «codificare in legge» la sentenza della Corte Suprema americana Roe vs Wade che ha dato il via libera all’interruzione di gravidanza negli Stati Uniti, anche «nominando giudici che rispettino» il diritto a uccidere i bambini non ancora nati.

La campagna brutale a favore dell’aborto 

«Ci sono buoni cattolici fino ai posti più alti del Vaticano che in un cieco effetto anti-Trump sopportano o minimizzano tutto ciò che ora si sta scatenando contro i cristiani», accusa Müller. «E tutte le persone di buona volontà negli Usa. Ora gli Stati Uniti, con il loro potere politico, mediatico ed economico, sono in prima linea nella campagna più sottilmente brutale. Per scristianizzare la cultura occidentale in 100 anni».

Milioni di vittime non nate

Müller avverte dei pericoli risultanti dalla deriva abortista sostenuta da Biden. «Sminuiscono le vite di milioni di bambini che ora cadranno vittime della campagna abortiva organizzata a livello mondiale sotto l’eufemismo di “diritti alla salute riproduttiva”». Il porporato spiega poi che «un confratello altrimenti molto stimato mi ha rimproverato di focalizzarmi troppo sull’aborto. Perché con la sconfitta di Trump è stato scongiurato il pericolo molto più grande che questo pazzo avrebbe premuto il pulsante nucleare». Una previsione decisamente bizzarra per un presidente che passerà alla storia per non aver iniziato alcun conflitto. 

«Sono convinto – conclude quindi Müller – che l’etica individuale e sociale abbia la precedenza sulla politica. Il limite è superato quando la fede e la moralità si contrappongono al calcolo politico. Non posso sostenere un politico abortista perché costruisce case popolari e per il bene relativo dovrei accettare il male assoluto».Cristina Gauri

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