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Roma, 3 mag – In un’intervista al quotidiano torinese La Stampa il premier Giuseppe Conte affronta diversi temi: la necessità di mantenere le regole di distanziamento sociale anche nella cosiddetta “fase 2”, l’ipotesi di un governo Draghi e il suo pensiero sulla patrimoniale. E ribadisce ciò che pensa sugli “uomini soli al potere” definizione in cui lui proprio non si rivede …

Conte: “Evitare opera di rimozione collettiva”

“Entriamo nella ‘fase due’ dell’emergenza. Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ricondurre a un livello accettabile la soglia del contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un ‘liberi tutti'” dice Conte e ribadisce che “dobbiamo continuare a rispettare le regole sul distanziamento fisico. Secondo Conte ciò che noi italiani dobbiamo evitare sono non solo i “gesti di disattenzione”  ma anche una cosiddetta “opera di rimozione collettiva”. “Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia” sostiene il premier.

“Uomo solo al potere? Rispettati i poteri costituzionali”

E a proposito delle accuse pervenutegli dagli scranni dell’opposizione (e non solo, anche da un certo Matteo Renzi), Conte ribadisce di essere nel pieno contesto democratico e di non agire con protagonismo (e questo nonostante le dirette Facebook a orari indefiniti in cui poco ci capisce, tranne quando deve prendere di petto Salvini e Meloni): “Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri. Più semplicemente ha bisogno di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità, consapevoli di dover agire per il bene comune, non distratti dal proprio ‘particulare’ o condizionati da gruppi o cordate“. Il premier non credo affatto di aver oltrepassato i limiti imposti dalla Costituzione, anzi: lui si sente “orgoglioso di avere rispettato l’equilibrio tra poteri costituzionali” perché  “trasparenza, massima precauzione, proporzionalità e adeguatezza sono stati sempre, sin dall’inizio, i principi che ci hanno guidato”.

Patrimoniale no, Draghi … anche

E venendo alle dolenti note, ovvero al “ricasco” che l’emergenza coronavirus ha sull’economia italiana, Conte si dice sicuro che la patrimoniale tanto invocata da alcuni esponenti della maggioranza come l’ex segreario Pd Pierluigi Bersani sia da escludere: “Il nostro debito rimane sostenibile, nel quadro di un risparmio privato molto cospicuo e di una resilienza particolarmente spiccata del nostro intero sistema economico. La maggior parte del debito aggiuntivo che dovremo collocare per fronteggiare la crisi, peraltro, sarà coperta dal programma di acquisti della Bce”. “Ci stiamo adoperando affinché i pagamenti per gli interessi – al netto della quota che ci viene retrocessa dalla Banca d’Italia a seguito dei suoi acquisti – risultino alla fine in linea con quelli attuali” dice ancora Conte. In quanto agli ultimi terremoti nella maggioranza che aprirebbero finestre su ipotesi di un governo guidato da Mario Draghi (che piace agli europeisti dell’opposizione come ai “sodali” di Conte) l’avvocato ribadisce che la “maggioranza solida” e riduce a un “chiacchiericcio” le voci di un piano per mettere Draghi al suo posto. Sarà così?

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Dovrà arrivare alla fase tre, per far ripartire il motore Italia con la 380 alla massima potenza.
    Attenti alla presa di terra !
    Qua rimaniamo tutti folgorati !
    Qualcuno sulla via di Damasco.

    • Attenzione perché senza il neutro la centralina a 220 non parte e la fase tre te la sogni di notte, o altrimenti funzionerà a capocchia. Damasco non ci interessa.