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Roma, 4 feb – Giuseppe Conte respinge la richiesta dei governatori di quattro Regioni del nord di mettere in isolamento per 14 giorni (il tempo massimo di incubazione del coronavirus) i bambini rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni prima di farli tornare in classe. “Ci dobbiamo fidare delle autorità scolastiche e sanitarie, se ci dicono che non ci sono le condizioni per il provvedimento in discussione invito i governatori del nord a fidarsi di chi ha specifica competenza“, è la replica del premier in conferenza stampa a Londra. “Alcuni dossier non possono avere colore politico. Dobbiamo ritrovare obiettivi comuni sulla tutela degli interessi degli italiani”. “In Italia abbiamo adottato la linea più prudente da subito, la più protettiva, la soglia più elevata, per i cittadini – spiega Conte -. Le esagerazioni ci fanno male”. “In questi giorni mi hanno chiesto anche la sospensione di Schengen (sulla libera circolazione nella Ue, ndr), non ci sono le condizioni per questo“, precisa.

Il premier: “Nessuna discriminazione, politici hanno dovere di dare messaggio di serenità”

Poi il premier giallofucsia, in linea con quella narrazione della sinistra secondo cui la xenofobia è il vero virus da cui guardarsi, manda un messaggio ben preciso ai governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige: “C’è qualche segnale di discriminazione che potrebbe tramutarsi in episodi di violenza. Chi ha un ruolo di rappresentanza politica ha il dovere di dare un messaggio di serenità. La situazione è sotto controllo, nessuno pensi di approfittarne per manifestazioni discriminatorie o addirittura di violenza che non potremmo accettare”.

In realtà la richiesta dei governatori nasceva proprio per tamponare la preoccupazione crescente da parte dei genitori degli alunni di un possibile contagio in classe. E la richiesta di sospensione della scuola dell’obbligo per i giorni necessari a scongiurare la presenza del coronavirus riguardava i bambini di qualsiasi etnia o provenienza che fossero stati in Cina. Nessuna discriminazione, quindi.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Per quale motivo si devono controllare gli adulti di ritorno dalla Cina e non gli alunni? Cosa c’entra la xenofobia?

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