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Roma, 4 feb – Per il risultato delle elezioni in Emilia Romagna, la sinistra ha esultato come se avesse vinto una guerra mondiale. Ma era solo una vittoria di Pirro. Il Partito democratico, infatti, non ha fatto altro che tenere una regione «rossa» da sempre (mentre in Calabria, del resto, perdeva clamorosamente). Questo lo sapevano anche i sassi, ma Zingaretti e compagni speravano comunque che il successo di Stefano Bonaccini potesse in qualche modo arrestare l’avanzate dei «sovranisti» e ridare ossigeno a un governo sempre più traballante. Peccato solo che, nei sondaggi, non vi sia affatto traccia di questo «effetto Emilia Romagna».

Destra-centro vicinissimo alla maggioranza assoluta

Secondo una rilevazione di Swg per La7, malgrado la sconfitta elettorale, la Lega continua a crescere. Dal 26 gennaio al 3 febbraio, infatti, il partito di Matteo Salvini ha guadagnato 0,3 punti percentuali, assestandosi al 33,3%. Numeri che riavvicinano il Carroccio al record ottenuto alle Europee di maggio (34,2%). Lo stesso incremento (+0,3%) lo ha registrato anche Forza Italia, che raggiunge così il 6,3%. Chi perde qualche preferenza è invece Fratelli d’Italia, che rimane però su un ottimo 10,2%. A leggere questi sondaggi, ad ogni modo, la lieve flessione del partito della Meloni non preoccupa: il destra-centro, infatti, oggi sarebbe votato dal 49,8% degli elettori, a un soffio dalla maggioranza assoluta.

Il sondaggio Swg per La7

I sondaggi condannano la sinistra

Se un «effetto Bonaccini» c’è stato, benché quasi impalpabile, ad avvantaggiarsene è stato il solo Partito democratico, che ha registrato un aumento del 2,2%. I dem, tuttavia, restano al 19,7%, ossia ben lontani dal primo partito italiano (la Lega) e al di sotto della soglia del 20%. Insomma, questo Pd è tutto tranne che in salute. Chi invece se la passa malissimo è il M5S, che è precipitato al 13,9%, battendo l’ennesimo record negativo. Se ai due soggetti «forti» (si fa per dire) della maggioranza aggiungiamo Italia viva di Matteo Renzi, anch’egli in perdita di mezzo punto percentuale (4,1%), le forze del governo oggi prenderebbero un misero 37,7%. Con questi numeri viene dunque da chiedersi: ma dov’è questo «effetto Emilia Romagna»?

Elena Sempione

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