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Roma, 20 mar – Scuole chiuse almeno fino al 3 maggio, esercito nelle strade per far rispettare le restrizioni, nuovo giro di vite sugli spostamenti, serrata generale prorogata di altri 15 giorni. Il governo Conte sta lavorando – il prossimo decreto sarà firmato mercoledì 25 – a nuovi provvedimenti per contenere i contagi e contrastare l’emergenza coronavirus.

Riapertura scuole: le tre opzioni sul tavolo

Le scuole non riapriranno il 3 aprile. Questo è sicuro. Se e quando riapriranno non è ancora chiaro: al ministero dell’Istruzione si parla di tre scenari possibili. Secondo quanto riportato da Repubblica, che cita una fonte di primo livello del dicastero, esiste addirittura la possibilità che le aule restino chiuse fino alla fine dell’anno scolastico. Anche perché, dati alla mano e tenendo conto del parere degli esperti, appare improbabile che l’emergenza cessi entro i primi di giugno, quando appunto di norma le scuole chiuderebbero. Ma vediamo gli altri scenari: con un picco del virus a fine marzo potremmo – almeno secondo i modelli di previsione della diffusione dei contagi – debellare l’epidemia di Covid-19 a metà maggio o, nella migliore delle ipotesi, a metà aprile, sempre se i tempi di guarigione nel Paese si dovessero spostare verso l’inizio di giugno. A stabilire quale scenario sia il più plausibile sarà la riunione del 31 marzo indetta dal ministro Lucia Azzolina, che comunque assicura: “L’anno sarà messo in sicurezza“. La titolare dell’Istruzione inoltre chiarisce di non prevedere allungamenti: non sarebbero giusti “per coloro che si stanno impegnando sulle lezioni online”, spiega.

Sul fronte delle restrizioni sugli spostamenti appare evidente che il governo – pressato continuamente dalle Regioni che chiedono il pugno di ferro – dovrà intervenire per evitare che le persone continuino ad uscire di casa violando i divieti. Lo stesso vale per gli orari di apertura di negozi di alimentari e supermercati, sport all’aperto e passeggiate col cane: gli italiani devono restare a casa il più possibile. Solo così, come hanno spiegato ieri gli esperti cinesi che hanno sconfitto il virus a Wuhan, si può avere la meglio e arrestare la diffusione dei contagi. In tal senso, il governo sta pensando a coinvolgere su vasta scala l’Esercito e a ridurre gli orari di apertura dei negozi nel fine settimana. Obiettivo: meno gente possibile in giro.

Pronti 20mila soldati da schierare per l’emergenza

Dal canto suo, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha confermato “piena disponibilità all’utilizzo dei militari impegnati in Strade sicure per la gestione dell’emergenza coronavirus. Le Forze armate sono pronte a fare la loro parte, come già stanno facendo sia sul fronte sanitario che nel controllo del territorio”. Dove e come schierare i militari lo decideranno i prefetti perché, come ha ribadito il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, bisogna fare fronte a tutte le esigenze. Al momento si utilizzerà il contingente già in strada di 7.300 uomini, ma se non dovessero bastare ci sono a disposizione almeno altri 13.000 soldati. Sono già arrivati in Campania e in Sicilia, oggi verranno prese in esame le richieste del governatore lombardo Attilio Fontana e nei prossimi giorni quelle del sindaco di Roma Virginia Raggi.

Possibile chiusura dei supermercati nel fine settimana

Altra questione, è al vaglio l’ipotesi di chiudere i supermercati tutte le domeniche, oppure una domenica sì e una no, se non farli chiudere addirittura il sabato alle 15. Il governo sta studiando come intervenire ma l’obiettivo è quello di limitare nel fine settimana la possibilità per le persone di sfruttare la spesa per andarsene in giro. Proprio come già accadeva con l’apertura prolungata fino a notte, tanto che in molte città (Roma compresa) si è già decisa la serrata alle 19. Certo, la questione è un cane che si morde la coda: al netto di chi sfrutta “la scusa della spesa” per una boccata d’aria, con orari di apertura prolungati si “spalmano” le file lungo la giornata; al contrario, con aperture ridotte, si causano proprio quegli assembramenti vietati dai decreti (perché la gente la spesa deve comunque farla).

La passeggiata con il cane e lo sport all’aperto

Infine, sarà possibile portare il cane a spasso soltanto nelle vicinanze della propria abitazione e per gli sport all’aperto si sta valutando di imporre nuove limitazioni per evitare che siano il pretesto per incontrare qualcuno in barba alle restrizioni. E dunque sì alla corsetta, ma soltanto da soli e senza possibilità di effettuare soste, anche se le zone sono isolate. Ma su questo fronte non è escluso che si arrivi a un ulteriore giro di vite. Nuova stretta anche per chi va nelle seconde case, e per questo si pensa a un divieto di spostamento tra domicilio e residenza.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. la cosa più singolare è pensare che soprattutto delle persone anziane,rimanendo chiuse in casa per MESI,non subiscano un peggioramento delle proprie condizioni fisiche generali,visto che è proprio grazie all’irraggiamento solare che la vitamina D (forse il migliore alleato delle nostre difese immunitarie) viene sintetizzata/attivata,così come il respirare dell’aria buona;

    molti milioni di Italiani non vivono affatto in metropoli di cemento,ma in realtà piccole,spesso rurali.

    quindi,questi personaggi al limite della macchietta teatrale,come Conte & co. stanno colpevolizzando i “runners” o chi si fa due passi da solo magari in campagna,per mimetizzare le loro gravissime responsabilità pregresse verso il Cittadino, spostandole su quest’ultimo.

    a proposito,per quelli “che ci piace la Costituzione anti-fassista e anti-rassista” art. 16:

    “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”

    per “legge” si intende quella votata e approvata dal Parlamento,non quella di qualche sindaco o governatore qualsiasi; basti pensare che gli stessi Decreti del PCM perdono di validità se non convertiti in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in G.U.

  2. Insomma, da un modello di contenimento per spalmare la curva dei contagi e far respirare gli ospedali, ad uno di vera e propria costrizione, incostituzionale e illiberale. Lezioni da una dittatura. Meglio, molto meglio Boris Johnson. Che avrà morti e crisi sanitaria esattamente come le nostre, ma senza i danni psicologici, sociali e soprattutto economici. Militari in strada e diritto di esproprio della proprietà privata individuale, senza eccezioni: Xi Jinping docet, con buona pace della “carta più bella del mondo”, divenuta improvvisamente carta igienica.

    Vedere anche https://www.maurizioblondet.it/coronavirus-e-quanti-abboccano-allamo/ e http://www.enzopennetta.it/2020/03/covid-193-stato-di-emergenza/

  3. Più che il cane togliessero la scusa di andare a comprare il giornale che non serve davvero a niente visto l’era digitale sempre connessa in cui viviamo, dove le notizie è facile apprenderle da lì

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