Roma, 17 dic – Tutti i giornaloni italiani oggi festeggiano The Economist che ha eletto l’Italia “Paese dell’anno”, grazie ovviamente a Mario Draghi, eppure il settimanale-Bibbia della finanza internazionale stoppa la corsa del premier al Colle. Ma ovviamente dal Corriere della Sera in giù è tutto un tripudio di “quanto siamo fortunati a non avere più Berlusconi ma Draghi, amato da tutti”.

L’Economist incorona Draghi e stoppa la sua corsa al Colle

L’Economist (qui l’articolo in inglese) incorona Draghi e l’Italia (chi l’avrebbe mai detto…). Il settimanale che per anni ha fatto la guerra a Berlusconi premier smerdando con lui il nostro Paese ora ci mette sul podio. L’Italia, spiega il settimanale britannico, non è il Paese dell’anno per i suoi successi agli Europei di calcio o delle sue pop star all’Eurovision, ma lo è “per la sua politica”. “Con Mario Draghi, ha acquisito un primo ministro competente, rispettato a livello internazionale. Per una volta – scrive la testata di riferimento della finanza globale – un’ampia maggioranza dei suoi politici ha sepolto le differenze per sostenere un programma di approfondite riforme. Il che porterà l’Italia ad avere i fondi che le spettano nel Recovery plan dell’Ue“. Ca va sans dire, il fatto che il nostro Paese si (ri)prenderà i soldi Ue è solo grazie al salvatore dell’euro.

Così la Bibbia della finanza si spertica in lodi per l’Italia di Draghi

Ma i complimenti non finiscono qui. Il nostro Paese viene elogiato per le sue misure contro la pandemia (mai menzionando i danni fatti all’economia da lockdown, chiusure e restrizioni). “Il tasso di vaccinazione Covid dell’Italia – si legge ancora- è fra i più alti d’Europa. E dopo un difficile 2020, la sua economia si sta riprendendo più velocemente che in Francia o Germania“.

Ma il settimanale lancia l’allarme: “Draghi vuole diventare Presidente”

Poi il settimanale spezza l’idillio e lancia l’allarme. “C’è un pericolo che questo inusuale buon governo possa essere reversibile. Draghi vuole diventare Presidente, un ruolo più cerimoniale, e potrebbe succedergli un primo ministro meno competente. Ma è difficile negare che l’Italia sia un posto migliore che nel dicembre 2020″. “Per questo è il nostro Paese dell’anno”, scrive l’Economist, concludendo con un “auguroni!” in italiano. Il settimanale londinese aveva ovviamente appena ricordato di aver spesso criticato l’Italia “per la scelta dei leader, come Silvio Berlusconi, che potrebbe aver utilmente seguito l’ammonimento della canzone vincitrice dell’Eurovision di stare ‘zitti e buoni’. A causa di una debole governance, gli italiani erano più poveri nel 2019 di quanto lo fossero nel 2000. Tuttavia quest’anno l’Italia è cambiata”.

Ora il premier difficilmente non si pronuncerà a riguardo

Ma tutto questo, avverte la bibbia dell’alta finanza, può svanire. Ecco perché Draghi non deve andare al Quirinale. Più chiaro di così… Un monito, che arriva guarda caso dopo quello del Financial Times, di cui il premier non potrà non tenere conto, se davvero vuole il bene del nostro Paese e soprattutto fare gli interessi di chi sta con l’Economist. A questo punto appare improbabile che il diretto interessato, Mr. Whatever It Takes, non si esprima al riguardo, tenendo ancora tutti sulla graticola.

Una volta tanto, Berlusconi non può che essere d’accordo con il settimanale

Ma se Draghi, come del resto auspicano quasi tutti i partiti, resterà a Palazzo Chigi, resta il problema di chi sarà il prossimo capo dello Stato. Mattarella ha ribadito al di là di ogni dubbio che non intende concedere il bis. Il dato politico in ogni caso è che il settimanale britannico (avrà fonti ben informate) dia per scontato che Draghi punti al Colle. E che proprio l’acerrimo nemico dell’Economist, Berlusconi, non può che essere d’accordo con Londra, una volta tanto. Infatti al Colle ci vorrebbe andare proprio il Cav.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Per il colle serve un costituzionalista non paraculo non un banchiere paraculo ex art. 21 Costituzione.

    Non ne vedo molti in giro con quei requisiti.
    Facciamo così, mi candido io.
    L’età ce l’ho e la competenza in diritto costituzionale è acclarata
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/11/10/ad-quendam-politicum/

    Rodotà è addirittura morto senza riuscire a confutarmi 😛

    Cari paraculi, chiedo venia, Parlamentari scrivete Prof. Sconvolto sulla scheda 😀

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