Roma, 17 dic – Prima di partorire certe decisioni, l’Unione europea potrebbe consultare Lercio. Se non altro potremmo sperare in risate a denti stretti. Invece fa sul serio e tira fuori misure che farebbero strabuzzare gli occhi anche a un fanciullo. L’ultima di queste è la decisione di vietare i tatuaggi a colori a partire dal 4 gennaio. Sì, avete capito benissimo, non è affatto uno scherzo. Bruxelles ha stabilito che gli inchiostri che contengono isopropanolo – solvente vietato dall’Ue – sono potenzialmente pericolosi, dunque da mettere al bando.

Così l’Ue vieta i tatuaggi a colori 

Sostanzialmente secondo i vertici europei, questo tipo di inchiostri potrebbero seccare l’epidermide, irritare gli occhi, causare danni al sistema nervoso e addirittura rivelarsi cancerogeni. Soltanto i colori nero, bianco e grigio si salvano perché privi di isopropanolo, dunque considerabili sicuri. Mentre viene concessa una proroga di un altro anno per due tonalità: blu15 e verde7.
Certo, tutto questo potrebbe avere un senso se davvero fosse accertata la pericolosità di questi inchiostri e se l’Ue avesse avvisato per tempo i tatuatori.

Al contrario in questo modo suona come una mazzata per un intero settore, che in Italia conta su circa 5mila aziende, con il 13% dei cittadini italiani che ha almeno un tatuaggio sulla propria pelle. Il problema è che adesso sostituire in così poco tempo i prodotti usati dai tatuatori, importati in particolare dall’America, è un’impresa quasi improba in così poco tempo. Considerato che di mezzo, oltretutto, ci sono le festività natalizie. Il tempismo Ue è impareggiabile.

La protesta

Ecco allora che da Germania e Austria arriva la prima interrogazione parlamentare – presentata a Bruxelles – in cui viene sottolineato come la misura Ue sia solo a scopo precauzionale, non essendoci un’evidenza sui potenziali danni di questi inchiostri. Al contempo il Council of European Tattoo Associations ha presentato una petizione internazionale, chiedendo all’Unione europea un’apposita proroga per i tatuatori.

“Un bel problema per un settore che solo in Italia produce un indotto superiore al mezzo miliardo di euro”, dice al Corriere della Sera Eugenio Arneodo, rappresentante dell’Associazione Tatuatori.it. “Rielaborare i colori nella composizione di tutte le sue parti, rispettare i parametri che ha assegnato la Ue e rimettere sul mercato colori con l’etichettatura nuova non è semplice per i produttori. Capisco che devono riformulate tutto, che è un lavoro immane. Ma non sarebbe dovuto diventare un nostro problema”, fa notare Arneodo.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Commento da ex fotografo, giovane promessa (perdonate la immodestia): il b/n, fatto bene, è impareggiabile.

  2. Aggiungo: già allora si diceva che i colori Kodak (!), non sono colori…. Con i colori è difficile scherzare, arcobaleni inclusi !!

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