Roma, 16 apr – Non si può dire che i vicepremier passino le giornate a non evocarsi. Sulla Libia ad esempio il leader pentastellato ha pensato oggi di alzare un po’ il tono della discussione, lanciando l’ennesima frecciata a Matteo Salvini: “Credo che se davvero ci sono 800mila profughi”, pronti a partire dalla Libia verso le coste italiane, “di certo non li fermi con una carta che si chiama direttiva, che nessuno ha mai ascoltato. Lo dico con tutta l’amicizia a Matteo Salvini”. Così Luigi Di Maio ha punzecchiato il leader leghista, auspicando poi da Abu Dhabi “che non ci si illuda che la Libia si possa portare in campagna elettorale”.

Secondo il vicepremier M5S, sull’immigrazione sono state prese “misure emergenziali per il breve termine, ma uno Stato serio deve guardare al lungo termine”, quindi serve una soluzione, “che passa attraverso più Europa”. Il problema, afferma Di Maio, è che “in Europa chi blocca la ridistribuzione dei migranti sono proprio gli alleati di Salvini, direi che non è il caso di allearsi con chi ci sta facendo la guerra”. E ha sottolineato come quindi sia meglio “mollare quei Paesi, invece di allearsi con loro come fa Salvini”.


Inutile dire che se tutti gli Stati europei chiudessero le porte, la questione dei flussi migratori sarebbe meno problematica e che semmai a farci la guerra sono i governi che vorrebbero vedere l’Italia accogliere tutti. Ormai però i Cinque Stelle sembrano decisi a virare sempre più a sinistra, pur di ritrovare (forse) i voti persi.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Il pizzaiuolo rifatto, da bravo apprendista pidiessista, ha detto una delle solite “mezze verità”: i negranti non si fermano con le direttive. Bisogna però vedere cosa dicono le direttive. Per fare una verità completa bisogna dire che: “I negranti non si fermano con le direttive. Occorrono le cannonate. E lo stesso vale per la crescita esponenziale demografica del continente negro. Per essere veramente liberi, oltre ad un popolo che sia POPOLO, e non popolazione, come quello Italiano, occorrerebbe disporre di un proprio arsenale nucleare. Ma l’ Italia è, purtroppo, un paese vinto & stravinto.

  2. L’ unica cosa che non si ferma è il crollo dei futuri voti per Di Maio.E’ per questo che l’amico della Merkel ne spara una al giorno e si mette a sinistra sperando di prendere qualche voto in piu’.Oramai è uomo del palazzo e spera di inchiodarsi alla poltrona a vita.Tuttavia non ha la statura per durare piu’ della stagione in cui l’Italia si è per errore affidata ad un partito della decrescita felice che vuole cambiare tutto affinche’ nulla cambi davvero, se non a favore dei soliti poteri finanziari esteri

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