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Roma, 20 mar – «Non ho ancora fatto la prenotazione, ma non c’è nessun dubbio che farò il vaccino AstraZeneca», ha annunciato Mario Draghi durante la conferenza stampa sul Dl sostegno. «La mia fascia d’età prevede la vaccinazione con AstraZeneca», ha aggiunto il premier, «quindi sì, lo farò, lo ha fatto anche mio figlio in Inghilterra». Insomma, dopo il via libera dell’Ema, e dopo che le vaccinazioni sono riprese in tutta Italia, il presidente del Consiglio si dice intenzionato a farsi somministrare il siero anti-Covid. Prima di lui, presso la città militare della Cecchignola a Roma, lo faranno anche il generale Francesco Paolo Figliuolo e Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione civile.

«Il blocco del vaccino non è stato un errore»

A margine dell’annuncio, Draghi ci ha tenuto inoltre a sottolineare che la sospensione delle somministrazioni «non è stata un errore. Chiunque al mio posto avrebbe fatto lo stesso». Ha spiegato il premier: «Quando l’autorità europea dice “continuate pure le vaccinazioni, però voglio prendermi un po’ di tempo per guardare se effettivamente sono sicure”, beh, se vi metteste nei panni miei e di altri governanti in Europa cosa avreste fatto? Avreste detto: “vabbè, proviamoci”?».

Draghi: «Avanti con AstraZeneca»

Insomma, Draghi è deciso ad andare avanti con le vaccinazioni a base di AstraZeneca. Di più: secondo il premier, il farmaco anglo-svedese è strategico nell’accelerazione della campagna vaccinale, e si punta, entro aprile, ad arrivare alle 500mila somministrazioni giornaliere: «L’obiettivo – ha spiegato Draghi – è aumentarle e portarle a cifre più alte in maggio e giugno. Poi speriamo di non avere imprevisti sulle forniture di vaccini, ma tutto il governo e l’Italia è in grande fermento e attività. I siti vaccinali continuano ad aumentare, solo in questi giorni sono aumentati del 25 per cento».

Elena Sempione

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