Roma, 15 dic – “Restrizioni ai viaggi? C’è Omicron, non c’è molto da riflettere“: così Mario Draghi replica alla Ue che ha chiesto all’Italia di giustificare l’obbligo di tampone per chi entra nel nostro Paese anche se vaccinato. Bruxelles ribadisce: “Restrizioni devono essere giustificate dalla situazione reale e comunque siano di breve durata“. Peraltro la Commissione rinfaccia al governo italiano di non aver notificato preventivamente la decisione di aumentare le restrizioni d’ingresso per i cittadini Ue.

Draghi risponde picche all’Ue: “Restrizioni ai viaggi? C’è Omicron, non c’è molto da riflettere”

C’è Omicron che ha capacità di contagio nettamente superiore alle altre varianti, da noi i contagi con Omicron sono meno dello 0,2%, in altri Paesi la variante è molto diffusa. In Danimarca, in Regno Unito diffusissima. Per cui si è pensato di attuare la stessa pratica che si usa oggi per i visitatori che provengono dal Regno Unito. Non credo ci sia molto da riflettere su questo”. Così Draghi in replica a un’osservazione sull’ordinanza sui viaggi emanata dal governo che riguarda anche i Paesi Ue e impone il tampone per entrare nel nostro Paese.

Bruxelles: “Restrizioni siano proporzionali, giustificate e solo per un breve periodo”

Ma Bruxelles insiste e chiede che “le misure siano proporzionali e giustificate”. In ogni caso, “le misure restrittive ai viaggi decise dall’Italia devono restare in vigore per un breve periodo”, è la replica un portavoce della Commissione Ue. E comunque, avverte Bruxelles, “la decisione avrà un impatto sul vertice di domani. L’Europa ha bisogno di migliorare ulteriormente il coordinamento delle misure di fronte alla nuova emergenza Covid”. Insomma lo strappo dell’Italia, che ignora che nell’Ue è sufficiente il green pass per spostarsi, potrebbe scatenare una mini crisi al Consiglio europeo.

Interrogazione FdI all’Europarlamento: “Commissione Ue verifichi se Italia violato regole”

Intanto FdI, unico partito all’opposizione del governo Draghi, coglie la palla al balzo. La Commissione Ue verifichi “se e quali violazioni del regolamento europeo ci siano state da parte del governo italiano nell’introduzione delle restrizioni sanitarie”. Lo chiede la delegazione FdI all’Europarlamento in un’interrogazione presentata oggi a Bruxelles. “La scelta del governo italiano, per la quale la stessa Commissione ha manifestato stupore per i tempi e modi, metterà in difficoltà l’economia italiana e in particolare il settore de turismo alla vigilia delle festività, a beneficio degli altri Stati europei – fanno presente gli europarlamentari -. Inoltre questa disposizione ostacolerà il rientro dei tanti connazionali che studiano o lavorano all’estero“.

FdI ricorda che con il green pass Ue non devono esserci altre restrizioni

Infine gli esponenti di FdI ricordano che “il 14 giugno 2021 il Parlamento europeo ha introdotto il certificato Covid digitale finalizzato ad agevolare la libera circolazione durante
la pandemia, nonché la revoca graduale delle restrizioni poste in essere dagli Stati membri. Con tale certificato, ottenibile attraverso tre strumenti alternativi, il regolamento prevede che gli Stati membri si astengano dall’imporre ulteriori restrizioni alla libera circolazione. Quali ulteriori test o quarantene in relazione ai viaggi, salvo situazioni di necessità da dimostrare e comunicare preventivamente”, concludono gli europarlamentari. In sostanza, è l’obiezione, basta e avanza il green pass, secondo le norme Ue: no ai tamponi, quindi.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

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