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Roma, 22 ott – «La madre? Non serve, è un concetto antropologico». Così nel 2016 la coppia gay «coccolata» da Bergoglio nel discusso documentario «Francesco», in cui il Papa apre alle unioni civili per le coppie dello stesso sesso, parlava del concetto di «maternità».

Quello strano concetto di “fede profonda”

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano. Del resto la deumanizzazione del concetto di «madre» è il cavallo di battaglia montato dai progressisti e laici di ogni risma a sostegno della pratica dell’utero in affitto e di altre amenità. Ma Andrea Rubera, 54 anni, romano, padre col marito Dario De Gregorio di tre figli nati in Canada tramite maternità surrogata, sostiene pure di avere una «fede profonda», come scrive oggi il Corriere ripercorrendo le tappe della coppia nel proprio avvicinamento al Pontefice. Ed è portavoce di Cammini di speranza, associazione dei cattolici Lgbt. Come riescono a conciliare la decostruzione del concetto di «madre» e la dottrina cattolica? E perché il Pontefice li ha sostenuti?

Il documentario

Rubera e consorte sono finiti del documentario per aver chiesto aiuto a Bergoglio, «spiegandogli che la Chiesa mi aveva dato tanto e volevo che i miei  figli avessero la stessa possibilità». Desiderava, in sostanza, che i tre figli potessero frequentare il catechismo senza paura di essere discriminati. «Ma mi chiedevo che prezzo avrebbero dovuto pagare, avendo due padri: avevo paura di esporli a un trauma». Bergoglio, racconta sempre Rubera, «Mi disse di andare dal parroco, e presentarmi, perché era giusto per me, per i miei figli e per la Chiesa tutta che  potessero  partecipare a una vita comunitaria di fede». I figli di Rubera, due bambine e un bambino, oggi «seguono la catechesi in una parrocchia di Roma Nord da quando avevano tre anni e ora la più grande si è iscritta agli scout».

E il catechismo cosa dice?

Tutto è bene quel che finisce bene. Ma noi un paio di domande a Rubera e De Gregorio le vorremmo fare lo stesso. Ad esempio, come riescono funambolicamente a conciliare il «concetto antropologico» di madre da loro sostenuto, con quanto scritto nel catechismo degli adulti? «Creando l’uomo “maschio e femmina”, Dio dona la dignità personale in egual modo all’uomo e alla donna». Ma per i coniugi Lgbt la madre diventa un «concetto». «L’uomo è una persona, in eguale misura l’uomo e la donna: ambedue infatti sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio personale». E ancora: «Ciascuno dei due sessi, con eguale dignità, anche se in modo differente, è immagine della potenza e della tenerezza di Dio. L‘unione dell’uomo e della donna nel matrimonio è una maniera di imitare, nella carne, la generosità e la fecondità del Creatore: “L’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne” (Gn 2,24). Da tale unione derivano tutte le generazioni umane».

Certo Bergoglio ha dato alle persone Lgbt un grosso assist con quelle dichiarazioni sconclusionate e ancor peggio raffazzonate dalla documentarista, ma non possono essere certo chiamate «dottrina». Ma andiamo avanti: sempre il catechismo stabilisce che «”gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati», e che le persone «omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana».

Onora il padre1 e il padre2?

Vi sarebbe poi da ricordare ai due il IV comandamento che impone di onorare il padre e la madre, un comandamento talmente chiaro e cristallino da costituire uno dei cardini della dottrina sociale della Chiesa. Molto furbo quindi il volersi ritagliare una dottrina ad personam, addirittura liquidando un cardine della legge naturale cristiana, quale appunto è la madre, a mero paradigma antropologico. Ma di cosa ci stupiamo: la convenienza nel modellare i concetti a proprio uso e consumo è figlia dello stesso individualismo egoistico che ti fa decidere di pagare una donna perché diventi un’incubatrice di esseri umani.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Beh dire che la medre è un concetto antropologico mi sembra azzardato. Dirlo del padre, tuttavia, in questa società e per esperienza personale già avrebbe qualche senso..

  2. Sarebbe molto interessante sapere di più sui familiari da cui provengono simili “avanguardie”. In specie storia e vita ordinaria delle loro mamme e nonne (alias concetti antropologici familiari).

  3. Nella bibbia la donna è inferiore all’uomo non alla pari:

    1Cor 14: 34 Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.

    1Tim 2:11 La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. 12 Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. 13 Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14 e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. 15 Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.

    E questo è niente, c’è un disprezzo profondo nella bibbia per la donna:

    Siracide 9: 10, 11
    “Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via. Molti per aver mirato la bellezza di donne altrui diventarono reprobi. Il trattenersi con lei è come fuoco fiammante.”

    Siracide 42: 14
    “È meglio il male da un uomo che i benefizi da una donna, da una donna che porta vergogna e ignominia.”

    Nei dieci comandamenti la donna viene considerata a tutti gli effetti parificata a un qualsiasi oggetto che si possa possedere: 10 – Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.

    Detto ciò gli omosessuali sono profondamente ripudiati dalla bibbia:

    Levitico 20:13 Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.

    Levitico 18:22 Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. 24Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 29Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo.

    Quindi nel complesso dovrebbero tutti dare una letta a questo libro che nessuno conosce, Papa, omosessuali, donne, uomini, e capire che tutte queste questioni possono serenamente rimanere nel deserto.

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