Siamo in una situazione tragica, nella quale nessuno si occupa delle cose, in cui vengono veicolate solo mistificazioni e imbrogli. E questo appare l’esito inesorabile di un ulteriore esito ancora più inesorabile, che è l’applicazione di un’agenda che nessuno sembra ormai poter arrestare né rallentare, e che prevede digitalizzazione, vaccini, repressione della libertà. Sembra di leggere l’agenda dell’élite di Davos applicata punto per punto, senza che nulla possa minimamente rallentarla – compresa l’elezione di Giorgia Meloni, evidentemente votata da un qualche milione di italiani speranzosi di cambiamento.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di novembre 2022

Abbiamo quindi la sensazione di una dimensione di impotenza che rende persino difficile stare qui a parlare. Ho la sensazione che Giorgia Meloni stia scoprendo una cosa che Nenni descrisse in maniera mirabile durante il primo governo di centrosinistra: che la stanza dei bottoni del governo semplicemente non esiste, perché i bottoni sono da un’altra parte.

Il progetto delle élite globaliste

Ricordiamoci che siamo in un passaggio nel quale in Brasile (Paese dei Brics) sono stati fatti brogli elettorali talmente grandi che hanno mandato al ballottaggio Bolsonaro, che aveva stravinto; Zelensky, il guitto guerrafondaio di Kiev, sembrava addirittura candidato al Premio Nobel per la pace, in ballottaggio con Greta Thunberg; scopriamo che il debito complessivo degli Stati Uniti ha raggiunto i 3 trilioni di dollari; scopriamo che una fittizia rivoluzione arancione viene finanziata in Iran per mettere in difficoltà il certamente non simpatico regime degli ayatollah, totalmente eterodiretta dall’estero; scopriamo che stanno presentando la quinta, la sesta, la settima, l’ottava dose di vaccini, che tra l’altro producono giorno dopo giorno effetti devastanti sulla salute; scopriamo che una miliardaria omosessuale o bisessuale, nata in Svizzera, eroina di una sinistra miliardaria, deve diventare il segretario di quello che fu il partito della sinistra; e poi alla fine scopriamo che il…

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. In Brasile sono molto più avanti di noi per le elezioni, hanno urne elettroniche con numerosi sigilli ed elevati standard di sicurezza anti frode. Pertanto non si capisce come le presunte elites avrebbero manovrato per danneggiare il becero Bolsonaro, che peraltro si danneggiava benissimo da solo. Mi pare la fotocopia del piagnisteo di Trump, altro vaccaro che è il solo responsabile della sua sconfitta.

Commenta