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Roma, 4 mag – Avere amici è sempre buona cosa, su di loro si può contare soprattutto nei momenti difficili come questi. E’ importante però che siano “veri”, altrimenti qualcuno potrebbe accusarvi di diffondere fake friends. Così il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha oggi ribadito il suo punto di vista a riguardo: “Il vero amico per me è come un familiare”. Nessuna rettifica dunque rispetto a quanto Sileri stesso aveva affermato cinque giorni tentando di fornire delucidazioni a chi (praticamente tutti gli italiani) non riuscivano a capire cosa intendesse il premier Conte per “congiunti” da poter riabbracciare a partire dal 4 maggio.



Surreali spiegazioni

“Andare anche a casa di un amico dal 4 maggio? Sì, se è un amico vero, se non è una scusa”, aveva infatti detto il viceministro. Un modo per chiarirci le idee che inevitabilmente aveva generato ancor più confusione, con i cittadini che a quel punto hanno iniziato a stilare un elenco di amici che arbitrariamente consideravano “veri”. Ironia e polemiche, dopo le dichiarazioni di Sileri, come prevedibile non sono mancate. Eppure il professore non si è affatto scoraggiato, anzi. Per venire incontro a chi ancora si chiede quali siano le persone da poter incontrare adesso che è formalmente iniziata la cosiddetta “fase 2”, considerate appunto le nebulose spiegazioni fornite dal governo, ha provato a tagliare la testa al toro allargando le maglie dell’autocertificazione. E’ un po’ come dire: non ci ho capito nulla neppure io, d’altronde sono un medico mica un fine giurista. Ergo chi va a trovare un amico va a trovare un tesoro di famigliare. Sileri però non si sbilancia con le definizioni, e punta sulla vaghezza generale.

Il senso di responsabilità

“E’ molto più facile chiudere e molto più difficile riaprire. Ma io non la chiamerei proprio fase 2, è piuttosto un momento di transizione e di monitoraggio attento di ciò che accadrà nei prossimi giorni con queste riaperture. Questo sarà il trampolino per procedere e riaprire tutto ed è chiaro che questo porta anche a delle polemiche”, ha dichiarato oggi il vice ministro durante la trasmissione L’aria che tira su La7. Per poi affannarsi in una spiegazione ancora più criptica: “Io anche sono caduto sulla definizione di amico, lo sapete bene”. Certo, sappiamo anche che ci è appena ricascato.

Ma “tutto nasce dalla definizione che io do di amico: il vero amico per me è come un familiare, ma si contano su una mano e probabilmente di lui conosco la storia sanitaria molto meglio di quanto potrei conoscere quella di mio cugino. Quando ho detto amico intendevo dire senso di responsabilità, si incontrano due persone e se quella persona la conosci bene…”. Ora vi è chiaro? A noi no, ma puntiamo tutto sul senso di responsabilità. Che poi secondo Sileri è un “vero” amico.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Questo è un professore??? Ricordiamoli che uno dei migliori detti è “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”!! Canzone consigliata; Ci vorrebbe un amico!.

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