Roma, 2 nov – “Mario Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale“: così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. La fuga in avanti del leghista è affidata a Bruno Vespa per il libro Perché Mussolini rovinò l’Italia (e perché Draghi la sta risanando), in uscita il 4 novembre per Mondadori Rai Libri. “Già nell’autunno del 2020 le dissi – dichiara Giorgetti a Vespa – che la soluzione sarebbe stata confermare Sergio Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, va bene Draghi”.



Giorgetti: “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale”

Giorgetti non fa mistero dunque di volere l’attuale premier come successore di Mattarella. Questo perché – a differenza di un Calenda, che considera sprecato l’ex numero uno della Bce al Colle – punta a un ruolo guida del Quirinale rispetto al presidente del Consiglio. “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche da fuori. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole”, spiega il ministro leghista. Come ha fatto a suo tempo Giorgio Napolitano, gli fa presente Vespa, secondo le anticipazioni del suo libro. “Lui l’ha fatto dinanzi a un mondo politico spaesato”, precisa Giorgetti. “Draghi baderebbe all’economia”.

Berlusconi candidato al Colle del centrodestra?

La presa di posizione di quello che a tutti gli effetti è il leader della Lega di governo (legato a doppio filo con Draghi), contrapposta alla Lega cosiddetta di lotta di Salvini, non è ancora stata ufficializzata dal centrodestra. Certo è che Draghi al Quirinale è un’opzione che Forza Italia e Fratelli d’Italia non possono rifiutare. Per quanto riguarda una possibile candidatura di Silvio Berlusconi è lo stesso Cav a spiegare come stanno le cose. “Mi hanno proposto di essere il candidato del centrodestra ma mi sembra inopportuno parlare del Quirinale quando è ancora in carica l’attuale presidente della Repubblica. Peraltro, non sarebbe un’elezione facile, perché il centrodestra non avrebbe da solo i voti necessari“. Parole anche queste affidate al nuovo libro di Vespa. Da dove potrebbero arrivare gli altri voti? “Ci sono – risponde il Cav – 290 deputati e senatori usciti dai gruppi parlamentari originari. In tanti mi sono amici, ma, ripeto, è ancora tutto da vedere”. Anche il numero due di FI Antonio Tajani non esclude che si possano trovare i voti per eleggere il Cav.

Pure Conte vuole l’attuale premier come successore di Mattarella

Tuttavia, come è noto, Berlusconi al Colle è un’idea improponibile per il M5S (che ha la maggioranza relativa in Parlamento) e in misura minore anche per il Pd. Non a caso, l’attuale leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte si schiera con chi vorrebbe Draghi al Colle. Per il segretario Pd Enrico Letta è impresa difficile convincere gli alleati-accollati grillini a votare per un Gentiloni, per fare un esempio. Ma il punto è un altro: chi farebbe il premier? Posto che neanche il centrodestra vuole il voto anticipato, spingerebbe per un super Colle che controlli anche il governo, come propone Giorgetti. Ma sarebbe la resa manifesta e senza pudore della politica di fronte al tecnocrate imposto da Mattarella e dalla Ue. Draghi – questo è certo – verrebbe eletto al primo scrutinio (e i voti dei renziani non sarebbero più l’ago della bilancia). Inoltre, se passasse la linea di Giorgetti poco importerebbe chi sarà il nuovo presidente del Consiglio. Magari diventerebbe premier il fedelissimo di Draghi Daniele Franco, ora ministro dell’Economia.

Ma da qui a mandare Draghi al Colle pur di bloccare i due Matteo e togliere a Renzi lo scettro di ago della bilancia (e la possibilità di eleggere un Casini, tanto per fare un nome) ce ne passa. Sembrerebbe troppo pure per un Letta, ringalluzzito dalla vittoria alle amministrative.

Adolfo Spezzaferro

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