Roma, 2 nov – La volontà del governo italiano è chiara: prolungare quanto più possibile lo stato di emergenza. Mario Draghi e il suo fido scudiero Roberto Speranza, infatti, non ne vogliono sapere di rispettare la naturale scadenza del 31 gennaio 2022: l’ipotesi sul tavolo è quella di rinnovare lo stato di emergenza almeno fino a marzo, con l’obbligo di green pass sul luogo di lavoro addirittura fino a giugno.



La cosa ancora più divertente (o inquietante) è che queste misure orwelliane vengono spacciate dai media nostrani come una sorta di «modello Italia»: tutto il mondo assiste meravigliato alle prodezze di «Supermario», e anzi starebbe valutando l’opportunità di imitarci. Ovviamente, niente di più falso: la stampa estera, anche quella progressista, ha espresso più di una perplessità sulla natura «democratica» delle misure adottate dal governo italiano. Ma non c’è solo questo: invece di imitarci, le altre nazioni europee stanno remando in direzione opposta. Se guardiamo poco fuori dai nostri confini, infatti, lo stato di emergenza o è finito oppure sta per finire.

Lo stato di emergenza negli altri Paesi

Francia: il caso più simile al nostro è quello francese. Il presidente Macron vorrebbe estendere lo stato di emergenza – e l’obbligo di green pass – quanto più possibile. Il governo transalpino aveva incassato l’approvazione della Camera per la proroga fino al 31 luglio 2022. Ma il Senato ha stoppato tutto: non si andrà oltre il 28 febbraio 2022.

Germania: al momento proseguono le trattative per la formazione del nuovo esecutivo che, salvo sorprese, sarà formato da Spd, Verdi e Fdp. Tutti e tre i partiti hanno già annunciato che intendono allentare le misure restrittive. Lo stato di emergenza scade il prossimo 25 novembre 2021. E tutto fa pensare che non verrà ulteriormente prorogato. Oltre a questo, per marzo 2022 è anche prevista l’abolizione di tutte le altre restrizioni anti-Covid.

Regno Unito: come tutti sanno, Boris Johnson ha decretato la fine dello stato di emergenza lo scorso 19 luglio 2021 (già ribattezzato freedom day). Senza contare che è stato rimosso persino l’obbligo di mascherina in luoghi chiusi come pub, ristoranti e mezzi pubblici, a meno che non siano particolarmente affollati.

Spagna: anche Madrid ha detto addio allo stato di emergenza lo scorso 10 maggio 2021. Solo le Regioni hanno facoltà di introdurre alcune limitazioni, qualora la curva epidemiologica superi il livello di guardia. Di più: la Corte costituzionale spagnola ha dichiarato incostituzionale lo stato d’emergenza, anche per ciò che riguarda il marzo 2020. Di conseguenza, il governo dovrà rimborsare tutte le multe (circa un milione) comminate ai cittadini che avevano violato le restrizioni.

Paesi scandinavi: anche all’estremo Nord le restrizioni non piacciono. A parte il caso Svezia, la nazione con le limitazioni più blande del continente, anche Danimarca e Norvegia hanno deciso di non prolungare lo stato di emergenza, che è scaduto rispettivamente il 10 e il 24 settembre 2021.

Gabriele Costa

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1 commento

  1. sempre sul pezzo eh! DAnimarca sta per reintrodurre restrizioni, Olanda pure; in Europa dell’est restrizioni inasprite duramente. Chiedete a RAnucci una collaborazione sarebbe una bella joint venture.

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