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Roma, 18 lug – Green pass, il governo accelera per imporre le nuove restrizioni: discoteche e locali al chiuso, verso l’accordo nella maggioranza. Con l’obbligo del certificato verde, si potranno tenere aperte le attività nonostante i contagi in aumento. E potranno riaprire anche le sale da ballo. La lista dei luoghi dove si potrà accedere soltanto con il green pass è ormai completata, la cabina di regia che dovrebbe svolgersi martedì servirà a mettere a punto gli ultimi dettagli. L’esecutivo Draghi punta a varare il provvedimento ancor prima di quanto finora ipotizzato (1° agosto), ossia il 26 luglio. Sempre se ci saranno abbastanza dosi per i vaccini, visto che l’obiettivo del governo è l’obbligo indiretto a immunizzarsi. Si è fatto un gran parlare di un modello all’italiana ma alla fine l’obbligo dhttps://www.ilprimatonazionale.it/esteri/francia-centinaia-migliaia-cittadini-green-pass-video-201701/el green pass somiglia in tutto e per tutto a quello francese.



Green pass, maggioranza spaccata. Lega e M5S chiedono tamponi gratuiti

La maggioranza spaccata, con la Lega contraria al green pass per bar e ristoranti, potrebbe superare l’impasse con un accordo sui tamponi gratuiti, richiesti da Carroccio e M5S. Con l’obiettivo di mantenere tutta Italia in zona bianca almeno fino a Ferragosto per salvare il turismo. Il prezzo da pagare è la discriminazione per chi non ha il green pass, che – lo ricordiamo – si ottiene con doppia vaccinazione, tampone negativo nelle ultime 48 ore o certificato di guarigione dal Covid.

Salvini: “No a altra burocrazia, non complichiamo la vita agli italiani”

Matteo Salvini prende tempo. “Gli ospedali sono fortunatamente sotto controllo. Non vorrei imporre altra burocrazia e altri problemi a un Paese che ha voglia di correre e ripartire. Non complichiamo la vita agli italiani”, afferma in merito al green pass esteso. La posizione del leader della Lega è ribadita anche dagli eurodeputati del Carroccio: “No a usi impropri del certificato Covid digitale Ue. Un dispositivo nato esclusivamente al fine di agevolare la mobilità tra Stati Ue non si trasformi in uno strumento per discriminare, creare inutili restrizioni a persone e penalizzare attività commerciali e della ristorazione già fortemente colpite”.

Il decreto allo studio e le nuove regole

A quanto pare nel decreto saranno inseriti i nuovi parametri che stabiliscono le fasce di rischio (bianca, gialla, arancione e rossa) non soltanto sulla base dell’incidenza del virus, ma anche sull’occupazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive. Allo stato attuale, come è noto, il passaggio dalla zona bianca a quella gialla avviene se si superano i 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. In tal senso alcune regioni rischiano di tornare in zona gialla già la prossima settimana, con tutte le limitazioni previste dalle norme in vigore, compreso il divieto di cenare al chiuso nei ristoranti. Un duro colpo per la ripresa delle attività dopo mesi e mesi di chiusure e restrizioni.

Speranza: “Serve rete di protezione per tenere le attività aperte”

Ecco perché i governatori hanno chiesto una revisione e il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato che sarà inserita nel nuovo decreto. “Se la situazione continuerà a peggiorare dovremo avere una rete di protezione che ci consenta di tenere le attività aperte“, chiarisce. Il numero dei contagiati sale, soprattutto tra i ragazzi, ma non aumentano i ricoveri. Per questo si è scelta la strada di lasciare aperte le attività per chi possiede il green pass. E’ questo l’escamotage per spingere i cittadini a vaccinarsi. In tal senso però già sorgono i primi problemi. Molti cittadini infatti segnalano di non riuscire ad ottenere il codice elettronico del green pass pur avendo completato il ciclo vaccinale.

Ecco i nuovi obblighi

Vediamo nel dettaglio per cosa sarà obbligatorio il green pass. Sul fronte trasporti, è obbligatorio per treni a lunga percorrenza, navi, aerei. Al momento è invece escluso che sia obbligatorio su autobus e metropolitane, ma se a settembre la curva epidemiologica sarà ancora in salita non è escluso che questa scelta sia rivista. Stadi, palestre, centri sportivi, concerti, eventi, convegni, spettacoli, feste e banchetti. Ovunque ci sia il rischio di assembramenti – anche a causa delle file all’ingresso o all’uscita – bisognerà avere il green pass.

Ristoranti e discoteche

Il rischio di nuove serrate a causa di un aumento dei contagi spaventa le associazioni di categoria e proprio su questo si sta facendo leva per mediare con la Lega e ottenere il via libera al green pass per i ristoranti al chiuso. Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di sanità, intervistato da Repubblica, si dice favorevole all’obbligo della certificazione verde. “Chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato“. Il Cts ha già concesso il parere favorevole alla riapertura delle discoteche condizionandolo al green pass e dunque la trattativa di queste ore tra i vari partiti della maggioranza passa proprio per inserire la data di riapertura delle sale da ballo in coincidenza con l’entrata in vigore del decreto che lo rende obbligatorio.

Multa da 400 euro per chi è senza green pass

Il green pass dovrà essere esibito al momento di entrare nei luoghi a rischio o di salire a bordo dei trasporti a lunga percorrenza, proprio come avviene adesso con la misurazione della temperatura. In caso di controllo delle forze dell’ordine, chi ne è sprovvisto rischia una multa fino a 400 euro e il gestore dell’attività potrebbe subire la chiusura per 5 giorni. E poi dicevano che non volevano imitare il modello alla francese: il green pass è una discriminazione pure costosa.

Adolfo Spezzaferro



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6 Commenti

  1. criminali infaami avete tappezzato di vaccini e siete talmente incapaci di star a parlare di contagi , curve e resitrizioni dopi quasi due anni, sie dei falliti clamorosi e’ poco , siete criminali conclamati vi salva solo magistratura a voi affine senno’ piazzale loreto avrebbe altri nuovi eroi!

  2. Adesso per obbligarci a far da cavie ad una sperimentazione con terapie geniche ci riportano alle chiusure antidemocratiche tipiche di un regime totalitario.Nella realtà molti esperti hanno detto che è assurdo “vaccinare” quando vi è un epidemia in corso perchè non fai che generare varianti.Comunque è la solita storia; l’anno scorso attribuirono la recrudescenza invernale del virus,cosa normalissima,alla estate in libertà degli italiani.E adesso saranno i non vaccinati quelli additati come responsabili del ritorno del virus.E’ tutto un gioco per impaurire ed incolpare le vittime da parte di una dittatura sanitaria che ci ha levato il viso che non possiamo piu’ mostrare, ci ha incarcerati in casa la sera e distrutto parte dell’ economia privata autonoma italiana.Quando il potere ti toglie anche la possibilità di mostrare il tuo viso ha stravinto e non c’è quasi piu’ nulla da fare

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