Verona, 8 set – In una sala gremita si è svolto l’ultimo appuntamento della dodicesima edizione di Direzione Rivoluzione, la festa nazionale di CasaPound. Si è parlato del futuro del sovranismo in seguito ai recenti cambiamenti in seno al governo. Attorno al tavolo erano seduti Simone Di Stefano a fare gli onori di casa, il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa insieme alla collega di partito Elena Donazzan e il deputato della Lega Jari Colla.

“Il fronte sovranista esiste già”

Il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso una posizione molto chiara: “Credo che il fronte sovranista ci sia già e che possa fare parte di questo fronte anche molta gente che milita con Forza Italia anche se ho dei dubbi su di loro, almeno fintanto che Berlusconi deciderà di affidare la voce a Tajani che è l’uomo dell’Europa”. E della sua decisione di partecipare a Direzione Rivoluzione dice: “Ci tenevo a venire alla manifestazione di CasaPound perché voglio partecipare alla legittimazione culturale di questo movimento”.


“Spesso nelle piazze ho avuto l’accusa di non poter esprimere le mie opinioni perchè “fascista” (io dicevo “piano con i complimenti”): questa accusa è il riflesso pavloviano di chi non ha altri argomenti. E’ la ragione di vita di chi non ha altri argomenti da proporre all’Italia”. La Russa ha poi parlato della recente crisi di governo: “Quando Conte è stato beccato a tramare con la Merkel contro Salvini, il leader della Lega doveva staccare la spina all’esperienza di governo”. E sulla nascita di un fronte sovranista ha aggiunto: “Più  confronto e condivisione su ciò che c’è da fare può aiutare tutti a sbagliare meno. Direzione Rivoluzione è la sede giusta per dirlo. Non importa come si chiamerà questo fronte“.

L’auspicio di La Russa: “Un fronte unico”

“Questo mondo deve parlarsi – ha ribadito La Russa – senza fare a gara a chi è più bravo e più veloce nel nome e lo deve fare nel nome uno slogan che ci accomuna tutti inventato da Giorgio Almirante: prima gli italiani“. “E’ bugiardo – ha puntualizzato – chi pensa che il nostro “prima gli italiani” sia contro l’Europa: è una difesa contro un’Europa che vuole ultimi gli italiani”, come ad esempio nel caso dell’immigrazione. “Il mio augurio è che i militanti di CasaPound non siano gli ultimi di una grande idea ma i primi ad aprire la prossima frontiera. C’è la necessità – ha concluso – di non dividere un fronte che ha ragione di essere unito a livello popolare”.

Nicola Mattei

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