Roma, 19 gen – I primi ad entrare al Viminale sono stati quelli del Maie, di Unital e del Sacro Romano Impero Cattolico. Un po’ di pubblicità per simboli che non arriveranno mai ad essere presenti sulla scheda, visto che nessuno raccoglierà mai le firme necessarie per presentare una lista alle elezioni Politiche del prossimo 4 marzo. Sono invece il Movimento 5 Stelle, la Lega e CasaPound i primi movimenti di una cerca consistenza a depositare ufficialmente il simbolo, primo passaggio per la presentazione definitiva che avverrà tra il 28 e 29 gennaio. Per i pentastellati insieme al capo politico del movimento Luigi Di Maio, c’era anche Beppe Grillo, che come accaduto cinque anni fa ha sfruttato l’occasione per fare il suo solito show, attaccando tra gli altri proprio “CasaPound, i nazisti che fanno finta di essere normali”.
Simone Di Stefano, candidato premier per la tartaruga frecciata ha prontamente risposto: “Sono al Ministero dell’Interno a presentare la nostra lista e il nostro simbolo. Al tavolo di fianco potete notare degli ex rivoluzionari, ex noEuro, ex uno vale uno”, ha detto pubblicando una foto su Facebook in cui si vedono chiaramente al tavolo a fianco proprio Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. Di Stefano non ha risparmiato nemmeno gli ex sovranisti della Lega, presenti ai tavoli con il senatore Roberto Calderoli, che fanno “retromarcia sulla legge Fornero e sull’euro e candidano come capolista Giulia Bongiorno, avvocato di banche e multinazionali ed esponente di spicco di Scelta civica ai tempi di Mario Monti”. 
Di Stefano, che nei corridoi del Ministero ha avuto modo anche di incrociare rapidamente il ministro Minniti, ha risposto alle provocazioni di Susanna Camusso che chiede lo scioglimento e l’incandidabilità per CasaPound. “Alla faccia di chi chiede scioglimenti e leggi speciali, abbiamo regolarmente e ‘democraticamente’ presentato il simbolo di CasaPound per le elezioni politiche”, spiega Di Stefano. “Così come la prossima settimana consegneremo le firme necessarie alla candidatura, che siamo stati tra i pochissimi a dover raccogliere. Dopo le 30mila sottoscrizioni dello scorso fine settimana, la campagna di raccolta firme continuerà domani e domenica nelle oltre cento sedi del movimento in tutta Italia”. 
Davide Romano
 

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