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Bruxelles, 23 lug – Il Mes spacca la maggioranza giallofucsia anche al Parlamento europeo. Mentre il ministro della Salute Speranza, insieme a Pd e Iv, è in pressing sul premier Giuseppe Conte e i 5 Stelle per utilizzare il prestito Ue per le spese sanitarie legate all’emergenza coronavirus, dem e grillini a Bruxelles si sono divisi su un emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione al Parlamento europeo sulle conclusioni del Consiglio Ue straordinario del 17-21 luglio.

Lega, FdI e M5S votano insieme contro Pd, Iv e Forza Italia

Nello specifico, l’emendamento chiedeva di respingere un utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità “finalizzato a stimolare l’economia in seguito alla crisi della Covid-19“. A favore dell’emendamento, poi comunque bocciato, hanno votato Lega, FdI e M5S. Il testo però ha ottenuto 560 voti contrari, tra cui quelli degli eurodeputati del Pd, Azione, Italia Viva e Forza Italia. Rimangono dunque invariate le condizioni e le possibilità per i singoli governi di accedere al Mes.

Recovery fund, Lega e FdI annunciano astensione

Il voto sulla risoluzione finale del Parlamento Ue riguardante l’intero “pacchetto” del Recovery fund è atteso per il tardo pomeriggio. Lega e FdI dal canto loro hanno già annunciato che si asterranno, scatenando le lamentazioni dei 5 Stelle (che avevano appena votato con loro contro il Mes). “Per loro vengono prima i sovranisti dell’Italia”, straccia le vesti l’eurogrillina Laura Ferrara.

Il presidente del Consiglio Ue Michel contro i sovranisti

Anche il presidente del Consiglio Ue Charles Michel punta il dito contro i sovranisti: “Ho sentito gli eccessi e le frasi diciamolo un po’ miserabili dei partiti estremisti, voi scegliete il ripiegamento su voi stessi, l’odio, la separazione e il rifiuto. Noi scegliamo la tolleranza, l’apertura e l’unità. E’ un giorno triste per voi, ed un giorno felice per l’Europa e per gli europei”.

Resta che M5S e Pd, i due principali partiti della maggioranza giallofucsia restano divisi sul Mes e il voto di oggi all’Europarlamento potrebbe ripetersi anche alla Camera e al Senato. Proprio una brutta giornata per Giuseppe Conte, ancora fresco di trionfi e festeggiamenti per l’accordo sul Recovery fund.

Adolfo Spezzaferro

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