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Roma, 23 lug – Le nubi avevano cominciato ad addensarsi sul Campidoglio già da qualche settimana. E alla fine piovve per davvero. Monica Lozzi, presidente del VII Municipio di Roma, il più popoloso della capitale, ha abbandonato il Movimento 5 Stelle ed è pronta a candidarsi a sindaco di Roma. Contro Virginia Raggi. Lo ha annunciato stamattina con un lungo (e durissimo) post su Facebook, e lo ha ribadito più tardi alla presentazione del nuovo partito Italexit di Gianluigi Paragone, a cui la Lozzi ha aderito. «Noi a Roma non correremo come Italexit – ha spiegato in conferenza stampa – perché è un tema nazionale, ma lo faremo con una lista civica. In ogni caso non ci saranno apparentamenti con altri partiti di destra o di sinistra». Il guanto di sfida alla Raggi, insomma, è stato gettato.

«Il M5S ha tradito i suoi elettori»

Sui social la Lozzi ha scritto di aver preso questa grave decisione perché «non si può essere testimoni in prima persona dell’abbandono totale dei territori e del loro attivismo e far finta di niente». E le bordate non sono rivolte solo alla Raggi, ma a tutto il M5S: «La democrazia interna si è rivelata una cieca oligarchia e una comunità anti sistema è diventata un centro di potere asservito con la sola finalità di preservare alcune posizioni personali raggiunte», ha tuonato la presidente del VII Municipio. Di qui la stoccata finale: «Oggi è il giorno in cui esco dal “Movimento 5 stelle”. Oggi è il giorno in cui mi lascio alle spalle l’amarezza e la delusione di aver creduto in un sogno mandato in frantumi da una classe dirigente non all’altezza e priva di ogni vera visione politica e capacità di ascolto. Oggi esco da un partito che ha disatteso gran parte delle sue istanze, illudendo i cittadini di poter e voler davvero cambiare le cose in questo Paese».

La Lozzi lancia la sfida alla Raggi

Raggiunta dai microfoni del Primato Nazionale, la Lozzi ha rivendicato il suo ruolo decisivo nella lotta ai Casamonica, di cui – dice – la Raggi si è appropriata per meri scopi propagandistici. E poi ha spiegato: «Io non ce l’ho con la Raggi per partito preso, ma perché ha disatteso quel metodo di lavoro che noi avevamo stabilito: ascoltare i territori e rispettare la democrazia interna. Ecco noi 5 Stelle, tra Comune e municipi, eravamo 300 rappresentanti, e mai ci siamo seduti tutti insieme a un tavolo per discutere come applicare il programma. E infatti molti risultati non sono stati raggiunti». Ma non c’è solo questo: «Anche per quanto riguarda la nostra visione di Roma per le elezioni del 2021, ho chiesto a tutti i livelli, ma dal Movimento non è arrivata alcuna risposta», ha denunciato la Lozzi. Al contrario – ha proseguito – «noi del VII Municipio le risposte le abbiamo, per questo io e la mia squadra abbiamo deciso di lasciare il Movimento e di lanciarci in questa sfida difficile e ambiziosa. Ma le nostre proposte sono serie e futuribili. Siamo tanti e siamo radicati sui territori. Alla Raggi daremo filo da torcere».

In effetti, questa è una brutta tegola per la Raggi. Perché la Lozzi è già da tempo riuscita a calamitare il consenso di tanti consiglieri e attivisti delusi dal M5S romano, e non è detto che anche altri non la seguiranno nei prossimi mesi. La corsa al Campidoglio è sempre più aperta.

Valerio Benedetti

1 commento

  1. Molti un pochino più lungimiranti, preparati e stabili, non hanno mai creduti nel sogno o peggio nei sogni (rivelatisi incubi). Viceversa della Lozzi, Paragone, ecc.. Qualcuno di loro deve chiedersi il perché. Almeno questo. Altrimenti è chiaro che passano da un sogno all’ altro.

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