Roma, 19 lug – “Prendila così, non possiamo farne un dramma…”: messaggio rivolto ai vari Negramaro, Mannoia & friends. Il grande (anzi, immenso) Giulio Rapetti, in arte Mogol, si schiera dalla parte dei “dissidenti”.

Dei liberi “pensautori”: evviva! Così, l’autore di straordinari successi musicali, guarda di buon occhio e accoglie benevolmente il nuovo esecutivo: «Se dopo due mesi si è già deciso che è tutto sbagliato, vuol dire che lo si era già deciso prima. Penso che dovremmo giudicare a distanza se certe riforme sono positive o no»: ineccepibile.

In una intervista rilasciata al quotidiano La Verità, Mogol invita alla calma: giudizi affrettati sarebbero “discese ardite”. «Quando c’è un cambiamento il fuoco di sbarramento c’è sempre. Il bilancio del governo Pd non è stato positivo. Ora ai partiti tradizionali è subentrata questa nuova alleanza, ma credo che un paio di mesi siano troppo pochi per valutarne l’operato». Mogol, insomma, attende fiducioso “le risalite”: staremo a vedere.

Chiara Soldani

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