Milano, 11 sett – L’aria è cambiata e si sente. I porti, mai completamente chiusi, si stanno riaprendo come porte automatiche e, sullo slancio sinistro del governo giallofucsia, anche tutte le iniziative possibili a favore degli immigrati prendono maggior forza e vigore. E non è un caso che una di queste finisca per riguardare uno dei cavalli di battaglia del M5S che trovò realizzazione normativa nel primo esecutivo Conte.

Il ricorso di quattro associazioni

Quattro associazioni hanno depositano, infatti, un ricorso al Tribunale di Milano per sbloccare il reddito di cittadinanza a beneficio degli stranieri. Dopo la partenza della misura nell’aprile scorso, l’Inps, con circolare numero 100 del 5 luglio, “ha bloccato l’esame di tutte le domande dei cittadini stranieri. Una situazione assurda e ingiustificata contro la quale le nostre associazioni hanno proposto ricorso al tribunale di Milano”. E’ quanto denunciano con gran furore ideologico Asgi, Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e Naga, che hanno quindi presentato il ricorso “chiedendo che il tribunale ordini all’Inps di modificare la circolare e procedere all’esame delle domande presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani”.

“Emendamento Lodi”


La “battaglia” delle quattro sigle parte dalla contestazione del cosiddetto “emendamento Lodi” che prevede l’obbligo per tutti i cittadini extra Ue di produrre, non solo l’attestazione Isee come i cittadini italiani e europei, “ma anche certificazione – spesso impossibile da reperire – ‘rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana’ attestante la situazione reddituale e patrimoniale all’estero nonché la composizione del nucleo familiare”. A sentire i solerti paladini legali degli immigrati si tratta “di una richiesta già di per sé illegittima (l’Isee viene già rilasciato dopo le verifiche dell’Agenzia delle entrate) e comunque spesso impossibile da soddisfare per l’inesistenza, nei paesi di provenienza, di un adeguato sistema di certificazione”.

Un quartetto umanitario

Il quartetto “umanitario” tiene a sottolineare che la norma prevede “comunque che un successivo decreto ministeriale stabilisca i paesi per i quali è ‘oggettivamente impossibile’ procurarsi tale documentazione, ma il termine per l’emanazione del decreto è scaduto il 18 luglio scorso e il decreto non è stato emanato. Il blocco nella erogazione del reddito di cittadinanza esclude a tempo indeterminato i cittadini stranieri senza alcuna giustificazione e deve quindi essere immediatamente rimosso”.

Il diktat per il nuovo governo

Un vero e proprio diktat che, data la suddetta aria che tira, sarà certamente recepito dalla seminuova congrega di governo, oltre che dalla magistratura. Starà poi agli eroici pentastellati spiegare al proprio elettorato perché il loro mitologico reddito di cittadinanza finirà per lo più nelle mani e nelle tasche degli immigrati. Ma viste le recenti capriole funamboliche, che hanno prodotto il più vergognoso inciucio di sempre con la benedizione di Rousseau, può anche essere che ci riescano.

Fabio Pasini

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9 Commenti

  1. Sì sono addentrati molto bene nel sistema, i soci sono abili nel pensare ai loro interessi e ai loro amici, sono stati al governo per tanti anni senza fare niente di buono questo l’hanno capito molto bene gli Italiani…..si fanno vedere sorridenti …ci prendono anche in giro si……

  2. Si parla di aiuti agli immigrati? Questo sistema non funziona assolutamente, quando si parlerà di aiuti ai piccoli commercianti come ad esempio gli ambulanti? Costretti a lavorare dalle 4 del mattino sino a tarda sera senza poter riuscire neanche a guadagnare 50 euro in un giorno. Luigi Di Maio svegliati e non regalare più soldi a nessuno!!! Sei diventato lo zimbello di tutti guarda i video che girano su Facebook

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