Lucca, 31 mar – Ben 50mila euro di risarcimento danni a causa di Putin, a tanto ammonterebbe la richiesta fatta dal sindaco Pd di Lucca, Alessandro Tambellini, al capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci. La vicenda viene ricostruita dal quotidiano La Nazione, che riporta la riflessione social di Bindocci, che scrive di “aver ricevuto un atto che ritengo una vera e propria minaccia nei miei confronti, tale da mettere in pericolo la mia situazione personale e familiare. Davvero non pensavo si potesse arrivare a tanto in una campagna elettorale”.

Il sindaco Pd fra Putin e Bolsonaro

Galeotto fu un post del capogruppo M5S sulla sua bacheca Facebook. Bindocci avrebbe fatto un accostamento ritenuto lesivo dell’immagine di Tambellini: il sindaco infatti veniva messo in mezzo a Bolsonaro e Putin. I riferimenti incrociati riguardavano, nel primo caso, il taglio di numerosi alberi nel corso del mandato; nell’altro la querela depositata dal Comune contro un comitato di quartiere. Ma se Bolsonaro non pare integrare gli estremi della diffamazione – secondo Tambellini – l’accostamento con Putin sarebbe intollerabile.

Putin infatti sarebbe un “dittatore”, e pertanto essere paragonati a lui sarebbe offensivo. Poco importa che anche il presidente russo sia passato da elezioni democratiche come Alessandro Tambellini. Elezioni di quest’ultimo che fra l’altro avevano avuto strascichi pesanti. Fra l’altro Putin è stato delegittimato come governante eletto solo da Joe Biden (a targhe alterne); l’appiattimento del Pd sulla posizione americana sembra così dare ragione a Massimo Cacciari e alle sue accuse nei confronti del Partito democratico.

I precedenti: querele anche per i cittadini

La notizia della richiesta danni nei confronti del capogruppo dei 5 stelle arriva poco dopo un’azione legale contro i cittadini. Il Comune a guida Pd infatti ha depositato una querela contro un comitato di quartiere. Anche in questo caso l’accusa è di lesa immagine per le critiche mosse dall’assise dei cittadini contro dei progetti comunali. Si tratta di interventi che hanno comportato un aumento del consumo di suolo e il taglio di numerosi alberi. Dopo la querela al comitato, lo stesso Massimiliano Bindocci aveva dato le dimissioni da vicepresidente del Consiglio comunale, per protestare contro un Comune che denuncia i propri cittadini.

Andando ancora più indietro nel mandato Pd su Lucca, si trovano ulteriori querele nei confronti di altri consiglieri comunali, tutti di opposizione. Si tratta di Fabio Barsanti e Remo Santini, che con Bindocci rappresentano la parte attiva dell’opposizione comunale al Pd. Proprio questa circostanza ha fatto gridare alla censura del dissenso e ai rischi insiti in una politica che possa essere condizionata dalle ritorsioni legali.

Che si tratti di politici o cittadini, nella Lucca del Pd chi si oppone rischia di finire in tribunale. Sperando che il vecchio adagio della magistratura rossa non sia (sempre) vero: altrimenti la chiusura del cerchio sarebbe perfetta.

Ettore Maltempo

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