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Roma, 12 dic – Il tema della repubblica parlamentare “contrapposta” al presidenzialismo occupa ormai da decenni l’agorà politica. Tra strenui elogiatori dell’elezione del Capo dello Stato tramite parlamento e figure invece critiche verso questa modalità.

Una presidenza non imparziale

Emblematiche le accuse mosse al primo sistema da parte di uno statista come Bettino Craxi. Il leader socialista in tempi non sospetti ebbe il merito di prevedere situazioni di stallo ed imparzialità politica, derivanti da una figura badante principalmente degli interessi della maggioranza sua elettrice.

Le perplessità sulle modalità di scelta dell’inquilino del Quirinale superano le connotazioni politiche. L’importanza e la centralità della scelta popolare, in assenza di presidenzialismo, rischia di essere però offuscata tramite manovre di palazzo, dato che maggioranze parlamentari non più indicative della volontà popolare possono scegliere il nuovo titolare del Colle.

Tale eventualità sta verificandosi attualmente in Italia. Il governo in carica ha basato la propria nascita ed il proseguire della sua esistenza sullo scopo di eleggere il nuovo Capo dello Stato. La primavera del 2022 non è certo lontana e l’eventualità che sia eletto qualcuno che non rappresenti la volontà popolare è consistente.

Il presidenzialismo è la soluzione?

In altre nazioni con regimi monarchici o con sistemi improntati a diverse forme di presidenzialimo, il Re o il Capo dello Stato fungono da arbitri imparziali, impedendo che il percorso politico sia ostacolato da interessi lontani da quelli della cittadinanza.

Il presidenzialismo – l’elezione cioè diretta del Presidente della Repubblica – è l’eventualità proposta dall’attuale centrodestra italiano, che potrebbe in un futuro governativo diventare artefice di una rivoluzione a tal proposito.

Al di là delle legittime e variegate visioni in merito appare certo che in Italia la volontà popolare non sia sempre garantita. Ciò basta per ritenere che sia necessario ripensare determinati sistemi politici, fossero anche storici ed assodati.

Tommaso Alessandro De Filippo

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3 Commenti

  1. si,è utile…anzi di più,E’NECESSARIO:
    anche quando avremo una vera elezione diretta dei parlamentari e un reale vincolo di mandato,i parlamentari restano comunque molti:
    e per la massa della popolazione diventa scomodo controllare quello che fanno e che votano,per accertarsi che lavorino come cristo comanda:

    però il presidente del consiglio…se viene eletto DIRETTAMENTE DAL POPOLO,
    è uno soltanto:
    e senza schifezze antidem come i “grandi elettori” all’americana,
    FA QUELLO CHE VUOLE IL POPOLO:
    se no si prende una scarpata nel kulo,la volta dopo.

    ed ecco che sarebbe molto piu difficile,pilotare la politica italiana…
    per CHIUNQUE:
    e il referente ultimo di chi governa,diventa l’interesse dei SOLI cittadini italiani.

    per come la vedo io,

    il nostro paese per diventare veramente civile,ha bisogno:

    – di una camera UNICA (accorpamento deputati e senatori,niente perdite di tempo e rimpalli tra l’una e l’altra)

    – riduzione del numero complessivo dei rappresentanti (600 in totale,già fatto)

    – elezione uninominale diretta di parlamentari e deputati (no ripescaggi,no liste bloccate,no seggi sicuri,no schifezze per salvare impresentabili e trombati)

    – vincolo di mandato (indispensabile,perchè ormai hanno tutti la faccia come il kulo,specialmente in politica)

    – elezione DIRETTA del presidente del consiglio (no schifezze all’americana o all’italiana,per garantire il controllo dei partiti sul candidato)

    altra cosa buona e giusta,sarebbe il divieto assoluto per i magistrati di legiferare:
    per come siamo messo oggi,una sentenza della magistratura fa giurisprudenza….
    con il risultato che una singola persona può ampliare o modificare e sempre INTERPRETARE
    le leggi,che invece dovrebbero essere SEMPRE il risultato di un lavoro CORALE E CONDIVISO
    di molte teste,per essere le più giuste e accettabili possibili.

    varie ed eventuali,

    – OBBLIGO di discussione in parlamento di tutte le leggi di iniziativa popolare

    – REFERENDUM senza quorum (sia abrogativi che istutitivi)

    – ABROGAZIONE degli articoli della costituzione che limitano lo strumento referendario,nell specifico [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].

    su queste basi…
    su queste rocce, si può ricostruire il nostro paese.

    perchè differentemente,saremo DISTRUTTI dalla tempesta globalista e SPARIREMO come popolo,come economia e come cultura….
    ENTRO POCHI ANNI.

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