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Roma, 12 ott – Ha monopolizzato il dibattito politico per settimane ed è destinato a far discutere ancora a lungo. Ma per quanto esattamente? Non troppo, forse tre mesi o poco più. Parliamo del green pass, lasciapassare che dal 15 ottobre verrà esteso a tutti i luoghi di lavoro. Da gennaio tutto potrebbe cambiare, di nuovo, perché il 31 dicembre 2021 termina lo stato di emergenza, già prorogato lo scorso 31 luglio dal governo. A quel punto si potrebbe presentare una sorta di vulnus giuridico, messo in conto dall’esecutivo di Mario Draghi.



Le parole del sottosegretario Costa

Non a caso nella giornata di ieri il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha parlato di una possibile revisione del certificato verde nel 2022. “Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento – ha dichiarato Costa a Parliamone, su RaiNews24 -, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”

Perché questo green pass dura tre mesi

Proviamo allora a tradurre le parole del sottosegretario. Come già spiegato su questo giornale, lo stato di emergenza potrebbe essere prorogato ulteriormente al massimo per un altro mese. Significa che il governo potrebbe avvalersene fino al 31 gennaio 2022, non oltre.

Leggi anche: Stato di emergenza, quanto dura davvero e cosa può succedere dopo

Dunque la “valutazione” sul green pass che verrà fatta a dicembre è legata anche a questa eventuale proroga. Dopo quella data l’esecutivo dovrebbe valutare altri decreti appositi senza però appoggiarsi sullo stato di emergenza e la situazione si farebbe quantomeno più complicata.

Ecco allora che adesso Costa mette le mani avanti. A suo avviso il certificato verde “è uno strumento individuato in questo momento particolare per garantire la libertà dei cittadini e per garantire un percorso di ritorno graduale alla normalità senza dover fare passi indietro. E credo che i risultati stiano dando ragione a questa scelta”. Ma “il green pass è stato vincolato allo stato di emergenza che, come sappiamo finisce a fino anno. Credo, dunque, sia ragionevole pensare che se i dati continueranno ad essere positivi, se i numeri dei ricoverati continueranno a scendere, se il numero dei vaccinati continuerà a salire è giusto dare anche prospettive ai cittadini”.

Ripensato o eliminato?

Qui si innesta l’altro aspetto legato all’introduzione del green pass, ovvero l’aumento del numero di cittadini italiani vaccinati. “Nel momento in cui sosteniamo quotidianamente che il vaccino è la via d’uscita dalla pandemia dobbiamo avere anche il coraggio degli obiettivi e dire che arriverà il giorno in cui le misure restrittive verranno ridotte“, afferma Costa. Da capire a questo punto se il governo intende semplicemente introdurre un green pass ridimensionato (levando l’obbligo per i lavoratori?) oppure eliminarlo del tutto già a gennaio.

Eugenio Palazzini



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7 Commenti

  1. Per un mese e mezzo almeno si è coperti dall’INPS

    Essendo un lapalissiano ricatto governativo è un trauma e un trauma genera depressione reattiva breve con prognosi variabile dalle due settimane ad un mese e mezzo.

    Quindi anziché andare a fare il tampone domani per andare al lavoro venerdì andate dal medico con l’occhio spento e la faccia triste e ditegli che vi sentite depressi perché ricattati.

    La malattia è pagata ed essendo a causa di un terzo non sarà un problema neanche per l’INPS che si potrà rivalere sul terzo che vi ha generato depressione. 😀

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