Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 12 ott – Dopo i fatti di sabato a Roma, il Viminale annuncia la stretta contro le manifestazioni no green pass: niente più cortei e piazze blindate. Domani al Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese stabilirà le nuove misure. In arrivo dunque un giro di vite per tutti coloro che finora hanno manifestato pacificamente contro l’obbligo del green pass, che da venerdì 15 scatterà per tutti i lavoratori.



Manifestazioni no green pass, arriva il giro di vite del Viminale

L’assalto alla sede della Cgil di sabato, durante la manifestazione no green pass, ha innescato la solita propaganda della sinistra che lancia l’allarme per una inesistente “emergenza fascismo”. Ma soprattutto ha puntato i riflettori sulla gestione della sicurezza da parte del Viminale, che corre ai ripari. E si prepara in vista di alcune date “calde”, a partire da quella appunto di venerdì 15, quando scatterà l’obbligo del green pass. Ma anche in vista della manifestazione di sabato 16 indetta a Roma da Cgil, Cisl e Uil contro “tutti i fascismi” (in pieno silenzio elettorale). Nel mirino anche il weekend del 30 e 31 ottobre quando, sempre a Roma, si terrà il vertice conclusivo dei capi di Stato e di governo membri del G20. Occasione ghiotta per black bloc internazionali, antagonisti e centri sociali, che di solito esprimono il loro dissenso con caos e devastazioni.

Alla fine si colpisce la protesta pacifica dei no green pass

Al di là della questione sicurezza, il dato che in verità preoccupa di più è che in qualche modo, sulla scorta dell’assalto alla Cgil si vada ad impattare pesantemente sulla protesta legittima e pacifica dei no green pass. I toni e le parole usati in queste ore lasciano intendere una stretta che va ben oltre le misure per garantire la sicurezza. Si sente parlare di opposti estremismi che si riuniscono in piazza, di “salto di qualità” da parte delle frange estreme che si sono infiltrate nella protesta. Il tutto serve a giustificare la repressione, anche preventiva, con controlli sui social, dove spesso vengono organizzate la manifestazioni. Il risultato sarà ovviamente una sordina se non proprio un bavaglio alle piazze no green pass.

L’ordine è limitare al minimo le autorizzazioni a manifestare

Giro di vite che arriva anche in risposta alle critiche mosse alla Lamorgese per la gestione della manifestazione di sabato a Roma. La titolare del Viminale intanto è corsa ai ripari e ha chiesto una relazione a forze dell’ordine e intelligence in vista del vertice di domani. La tensione resta alta, perché in vista della data clou di venerdì i no green pass stanno chiedendo autorizzazioni per manifestare in tutta Italia. Su questo fronte l’ordine è limitare il più possibile la concessione delle autorizzazioni. Autorizzati dunque solo i sit in in luoghi distanti da obiettivi sensibili – come le sedi istituzionali – che devono essere chiusi come le zone rosse. Un cordone di blindati e di posti di blocco dovrà contenere il luogo concesso a chi vuole manifestare, impedendo spostamenti.

Adolfo Spezzaferro



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Fuori dal castello… appestati, indebitati ed affamati ! Che almeno non si permettano più di criticare certo Medioevo…

Commenta