Roma, 19 gen – “L’assalto al Colle della destra è fallito“: parola di Enrico Letta, che liquida così – in largo anticipo – la possibile candidatura di Berlusconi. Dopo il vertice con il leader del M5S Giuseppe Conte e Roberto Speranza di LeU, il segretario del Pd si dice convinto che il leader di Forza Italia sia già fuori dalla partita per il Quirinale. In una intervista all’Huffington Post, quando gli fanno presente che il Cav è ancora in campo, Letta risponde convinto: “Non vedo le condizioni perché ci possa rimanere, quindi non mi metto a fantasticare su questa ipotesi“. Questione chiusa, insomma, Contento lui…

Berlusconi al Quirinale? Per Letta e compagni l’operazione sarebbe già fallita

C’è da dire che la corsa per il Colle si fa sempre più surreale, per certi versi. Al di là del comunicato social fotocopia di Letta, Conte e Speranza – a corto di idee non solo su un nome condiviso a quanto pare – la sinistra sembra avere un problema psicologico rispetto al fatto che Berlusconi stia tenendo tutti con il fiato sospeso. Siccome stavolta i soliti compagni non possono dare le carte per il Colle, visto che il centrodestra ha più grandi elettori, allora preferiscono negare l’evidenza. Applicano il meccanismo noto in psichiatria come rimozione. E con loro i giornali schierati, che titolano sul fallimento della caccia ai voti da parte del Cav.

Il comunicato fotocopia di un centrosinistra senza idee

Certo è che a leggere il comunicato con cambiati solo nome e cognome a seconda di chi lo ha pubblicato dei tre viene da pensare a un centrosinistra in affanno, oltre che svogliato. Questo il post di Letta su Twitter per capirci: “Ottimo incontro con Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”.

A riportare sulla Terra Letta e compagni ci pensa Sgarbi

A ricordare a Letta e compagni che invece il Cav è in campo eccome è Vittorio Sgarbi, che sostanzialmente dice quello che Il Primato Nazionale scrive da tempo. “Nessuna rinuncia, fino all’ultimo, ragionevole tentativo“, assicura il critico d’arte. “Berlusconi ha straordinariamente e intelligentemente tenuto la scena, con alterni sentimenti e stati d’animo. E oggi è in una posizione di grande vantaggio, qualunque scelta faccia. Ha tenuto fin qui“, sottolinea Sgarbi. “E può decidere solo lui il presidente della Repubblica, o avendo i numeri (come gli auguro) o scegliendo, per e con tutto il centrodestra, il nome su cui gli altri gruppi convergano senza alternative. Una offerta che non si può rifiutare. E’ un momento decisivo, e tocca a lui decidere. Io sono con lui, fino in fondo, qualunque decisione prenda”, conclude il fondatore di Rinascimento.

Intanto dai giallofucsia ancora nessun candidato per il Colle (devono aspettare la mossa del Cav)

Intanto sul fronte dei giallofucsia si registra la solita cantilena recitata a pappagallo. Letta dice “da noi nessun nome” ma “no a Berlusconi”. Idem Conte, che aggiunge, in un temerario slancio, “Draghi resti a Palazzo Chigi”. Speranza tace e acconsente. Insomma, il centrosinistra sulla partita per il Colle mette paletti, detta condizioni, pone veti. Ma in realtà rischia di non toccare palla, a questo giro. E in ogni caso deve aspettare la mossa di Berlusconi, alla quarta votazione – giovedì 27 gennaio -, prima di poter fare nomi.

Adolfo Spezzaferro

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