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Roma, 8 nov – Non cessa la “corsa” dei dem di casa nostra ad affiliarsi al neo presidente Joe Biden. Sebbene le differenze tra i nostri politici e il 46esimo presidente Usa siano a dir poco macroscopiche, per loro poco conta: l’importante è piantare una “bandierina” e rivendicarselo. Dopo Paolo Gentiloni, arrivato mestamente ad abbracciarsi da solo nell’impeto dell’esultanza per la vittoria democratica, ora arriva Renzi che si rivendica anche un grado di parentela (ideale) con l’avversario di Trump.

Renzi: “Joe per me un fratello”

Quando il vantaggio di Biden era ormai evidente, Renzi ha rilasciato un’intervista per La Stampa in cui sostiene, addirittura, che Biden per lui sia “un fratello maggiore saggio”. “Per me Joe è come un fratello maggiore saggio. Biden è stato un punto di riferimento vero negli anni della presidenza Obama. Ho sempre considerato Joe come la persona da chiamare quando c’era da chiedere un consiglio”, dice Renzi. Così, chiamandolo per nome, perché tra congiunti formalità come chiamare il presidente Usa per cognome sono da abolire. ”Noi italiani avremo un amico alla Casa Bianca, uno che ci conosce e ci vuole bene”, dice ancora Renzi. Vedremo quanto ci vorrà bene Biden. Se vuole bene a Renzi tanto quanto il leader di Italia Viva crede, come minimo diventeremo di colpo la seconda nazione più potente del mondo.

Raggi: “Insieme a Biden rilanceremo economia”

Se pensate che il contributo del leader di Italia Viva sia quantomeno risibile, aspettate di leggere quello di Virginia Raggi, che su Twitter accoglie la vincita di Biden come se si stesse rivolgendo a un collega sindaco di una città gemellata con Roma: “Auguri a Joe Biden, nuovo presidente Usa, per grande compito che lo attende. Mondo unito da sfide che supereremo solo insieme: ricerca scientifica, rilancio economia e lavoro per battere Covid”. Forse anche la Raggi come Biden punta ai voti dei romani passati “tra i più” per vincere le prossime elezioni.

Ilaria Paoletti

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7 Commenti

  1. Anche a me telefonò Biden.
    Era un sogno.
    Mi chiese se volevo votare per lui.
    Ma sto in Italia, gli dissi.
    Puoi votare per corrispondenza, rispose.
    Ma non sono americano.
    Si lo sappiamo, ma come erede di tuo nonno che immigrò in America nel 1912, te lo consentiamo.
    Non ricordo come andò a finire.
    Spero solo che Trump non mi citi come testimone nei suoi ricorsi.

  2. Teatranti sempre alla ribalta… in attesa di un corriere che li porti via. Ma non arriva mai. Eppure sono dei pacchi… Forse son troppo pesanti.

  3. oh,dio mio….

    bidet è un SINISTRATO,
    e quindi mi sta antipatico:
    ma immagino che perfino a lui vien da grattarsi
    furiosamente,quando “sente”
    queste ipocrite leccate:

    quello che non capisco,è come facciano gli italiani a sopportare ANCORA,
    di essere rappresentati da gente cosi INFIMA….
    da fare di queste
    sviolinate,implorando un minimo di luce riflessa.

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