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GorinoRoma, 25 ott – Il dato è confermato: la ribellione popolare contro l’invasione è possibile. Questa fondamentale verità politica trova ulteriore riscontro nelle barricate innalzate a Gorino e nella vicina Goro, nel ferrarese, dove i cittadini hanno eretto dei blocchi stradali per bloccare un convoglio di presunti profughi scortato dalle forze dell’ordine. Ebbene, dopo la mediazione raggiunta con prefettura, carabinieri e polizia, gli immigrati sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese, senza soluzioni di forza, come si era ventilato in un primo tempo.

La protesta, quindi, ha vinto, anche in ragione della sua radicalità: i manifestanti avevano posizionato bancali di legno in tre punti d’accesso al paesino del Delta del Po per contrastare la decisione di requisire parzialmente l’ostello bar Amore-Natura. “Tenuto conto della saturazione delle strutture già funzionanti», aveva spiegato la Prefettura in una nota nell’annunciare la misura – è stata decisa la requisizione per ospitare intanto 11 donne, cui si dovranno aggiungere a breve altre sette persone, per un totale di 18”. Persino il sindaco del Pd, Diego Viviani, si è detto cautamente in disaccordo con la decisione del prefetto, “perché non capisco la scelta di Gorino, paese lontano dal resto della provincia. È una difficoltà oggettiva anche per le cooperative di accoglienza provvedere a cibo e quant’altro. Poi i collegamenti non sono semplici”.

La mobilitazione cittadina, comunque, ha avuto successo. Non è la prima volta, peraltro, che una rivolta popolare manda a monte i piani delle istituzioni circa l’arrivo di nuovi presunti profughi. Si tratta, certo, di vittorie locali: gli immigrati finiscono poi in qualche comune accanto e la situazione nazionale resta immutata. Ma quel che conta è l’affermazione di un principio: se il popolo si fa sentire, il nostro suicidio programmato è evitabile.

Roberto Derta

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9 Commenti

  1. E’ sicuramente una bella azione contro le prevaricazioni del potere a danno della comunità nazionale. Questo significa che quando c’è unità di intenti si ottiene il giusto risultato. Si inizi da qui per capire le azioni future da intraprendere.

  2. I prossimi che cacciamo via a calci in culo sono i prefetti e i preti. Poi passiamo ai politici. Infine ai magistrati.

  3. Tranquilli, è già in corso un’offensiva mediatica per tacciare gli abitanti di Gorino e zone limitrofe di disumanità, razzismo, xenofobia, fascismo, nazionalsocialismo e chi più ne ha…….

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