Roma, 2 feb – Nello scontro tra Di Maio e Conte in un M5S sempre più nel caos interviene Beppe Grillo, con un post da guru-santone che getta benzina sul fuoco. In un intervento pubblicato sul suo blog, dal titolo Cupio dissolvi, il fondatore e garante invita il Movimento a rispettare ruoli e funzioni e quindi a parlare con una sola voce. Quella del leader votato dagli iscritti, vale a dire Giuseppe Conte. E’ questo, secondo l’interpretazione “autentica” di Grillo, come riportato da fonti a lui vicine, il senso del post in cui, rimessi i panni dell’elevato (con tanto di foto dal film Cercasi Gesù), il comico genovese chiama ad una ricomposizione dello scontro interno al M5S. Per “non dissolvere il dono del padre“.

M5S: scontro Di Maio-Conte, interviene Grillo con un post da guru-santone

Nel post Grillo invita i figli “grillini” a rispettare il nuovo “padre” Conte, al quale l’elevato ha a suo tempo ceduto il ruolo di guida “per consentire il passaggio dall’impossibile al necessario”. Il rispetto del “padre”, e la rinuncia di sé e delle “vanità” personali dunque è la chiave per consentire il bene del Movimento. Per non distruggerlo. Una precisazione che arriva a sedare lo scontro nello scontro. Alimentando invece ancora le tensioni. Sì perché nel Movimento contiani e dimaiani si sono entrambi intestati il post di Grillo.

Ma le parole dell’elevato creano ancora più caos

Per i 5 Stelle schierati con il ministro degli Esteri, le parole del garante vanno lette come un’offerta a proposti come mediatore. Un po’ come fece proprio Di Maio quando Grillo e Conte erano ai ferri corti. Al contrario i 5 Stelle schierati con l’ex premier sostengono che la lettura corretta del post sia quella di accettare che la “sola voce” del Movimento sia quella del suo leader e quindi di Conte. Anche il diretto interessato ne è più che sicuro, tant’è che il presidente del M5S ha messo “mi piace” al post di Grillo.

Nel Movimento cresce il fronte di chi non vuole scissioni

Al di là dei toni da santone che è difficile prendere sul serio, il fondatore del M5S scende in campo e prende le difese di Conte. In queste ore anche i due capigruppo M5S di Camera e Senato, Davide Crippa e Mariolina Castellone, starebbero lavorando per ricucire lo strappo tra Conte e Di Maio. “Tra contiani e dimaiani”, riferisce all’Adnkronos una fonte di peso, “cresce il fronte dei parlamentari che sono a favore della pace“.

Se da una parte il leader pentastellato continua a puntare l’indice contro il ministro degli Esteri invocando un “chiarimento” di fronte agli iscritti, dall’altra Di Maio non rimane a guardare. Ieri il ministro ha incontrato l’ex sindaco di Roma Virginia Raggi e sentito al telefono l’ex sindaco di Torino Chiara Appendino. Ma ha pure incontrato a pranzo, in un ristorante nel centro della Capitale, la direttrice del Dis Elisabetta Belloni, sul cui nome si è scoppiato lo scontro Di Maio-Conte nella partita per il Quirinale.

L’ex premier: “Di Maio dovrà rendere conto delle sue condotte molto gravi”

Le parole rilasciate da Conte ieri in un’intervista al Fatto quotidiano non sono certo un’offerta di pace. “Di Maio dovrà rendere conto di diverse condotte, molto gravi. Ai nostri iscritti e alla nostra comunità… Stabiliremo tempi e modi per un confronto trasparente“, annuncia il presidente del Movimento, prendendo tempo. “Ma la misura è colma”, assicurano all’Adnkronos fonti pentastellate. Il casus Belloni – come è stato definito da qualcuno in casa M5S – “è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo mesi e mesi di sabotaggio costante della leadership di Conte da parte di Di Maio”. Resta da capire il chiarimento come avverrà, se in una assemblea o sulla solita piattaforma online.

Per Di Maio, il quale è colpevole agli occhi dell’elevato di aver stoppato il suo endorsement alla Belloni al Quirinale, in ogni caso si mette davvero male. Se davvero tutti, nel M5S, vogliono evitare una scissione, il prezzo da pagare per il ministro degli Esteri è ingoiare tutto e restare, zitto e buono.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ministro degli esteri il fighettino Di Maio che fà errori di grammatica italiana e non conosce l’inglese!! La dice molto lunga sulle condizioni dell ‘ Italia.Non che Conte sia una cima ma almeno si opponeva al banchiere Draghi,avendo subito una perquisizione domiciliare per presunti reati noti mesi addietro.Ma guarda che coincidenza!

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