Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 20 mag – Ci siamo, oggi è il giorno di Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia grillino potrebbe essere sfiduciato e con lui – come sottolineano Pd e M5S – l’intero governo. A partire dalle 9.30 in Senato saranno illustrate le due mozioni di sfiducia contro il Guardasigilli, una del centrodestra e una di Emma Bonino di +Europa, che mettono in evidenza gli errori compiuti dall’esponente pentastellato da quando siede sulla poltrona più alta di via Arenula, dalla riforma della prescrizione alla scarcerazione dei boss mafiosi. Ago della bilancia per la tenuta della maggioranza sono i 17 senatori renziani. E Italia Viva a pochi minuti dal voto tiene ancora tutti con il fiato sospeso. C’è chi pensa che in verità non accadrà nulla e che Iv voterà compatta con i giallofucsia respingendo le mozioni, perché Matteo Renzi si è già accordato con il premier Giuseppe Conte, tuttavia conoscendo il personaggio nessuno nella maggioranza può dirsi sereno. Almeno fino al risultato della doppia votazione. A sentire i renziani, dipende tutto da quello che dirà Bonafede in Aula.

Italia Viva: “Ascolteremo il ministro della Giustizia e poi decideremo”

Ascolteremo il ministro della Giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato“. Cosi la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Secondo la Bellanova “bisogna dare un segnale di una coalizione che vuole lavorare riconoscendosi reciprocamente”. Sulla stessa linea il coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato: “Non facciamo il tifo per mandare a casa il governo ma per raddrizzare la linea del governo“, dice a Radio anch’io, su Radio Rai1. “Oggi ascolteremo il ministro – prosegue Rosato – e ci auguriamo che le cose che ci siamo dette vengano rappresentate da lui con chiarezza. Molte cose che sono contenute nella mozione di Bonino sono condivisibili“, chiarisce. “Nell’emergenza che viviamo abbiamo il dovere di mantenere la barra dritta sulla giustizia chiedendo a Bonafede dei precisi impegni che speriamo di sentire oggi in Aula”, conclude il renziano.

Delrio: “Sulla sfiducia il governo rischia brutto, è evidente”

In casa dem, la gravità della situazione è palpabile. Sulla sfiducia a Bonafede il governo “rischia brutto, è evidente. Se un partito della maggioranza votasse la sfiducia al ministro della Giustizia e capo delegazione dei 5 Stelle, non sarebbe possibile passarci sopra”, dice il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio, intervistato dal Corriere della Sera. “I voti di tutta la maggioranza, non solo di Italia Viva, sono decisivi nel sostenere la fiducia al governo. Se qualcuno non la pensa così, questo esecutivo ha un problema enorme“, aggiunge Delrio. Quanto a un eventuale rimpasto (magari su forte indicazione di Renzi, che vorrebbe far avere una poltrona a Maria Elena Boschi), “non ritengo utile – afferma Delrio – parlare di formule che attengono alle decisioni del presidente del Consiglio. Sarà una valutazione sua, non è questo il problema”.

Meloni: “Non faremo mancare i nostri voti alla Bonino per sfiduciare Bonafede”

Sul fronte delle opposizioni, Giorgia Meloni fa presente che “se l’eventuale sfiducia comporti una crisi o no va chiesto nella maggioranza, certo sarebbe un fatto gravissimo. Ma per noi un ministro che dà segnali di debolezza come quello di far uscire di galera i boss mafiosi proprio dopo le rivolte in carcere, è un pericolo se resta al suo posto”. La leader di Fratelli d’Italia, intervista dal Corsera, commenta anche la mozione di sfiducia della Bonino: ”Non ne condividiamo parte dei contenuti, ma se avremo la certezza che anche un pezzo della maggioranza la vota, non faremo mancare i nostri voti per sfiduciare Bonafede”.

Il punto della questione in ballo è proprio questo: sia che i renziani votino con il centrodestra sia che votino con la Bonino (e a quel punto si unirebbe anche il centrodestra), numeri alla mano, la maggioranza andrà sotto e Bonafede a casa. E il governo? Chissà. Secondo gran parte degli scenaristi, imputarsi una crisi in questo momento di grave difficoltà per il Paese politicamente sarebbe un suicidio.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Speriamo in un miracolo….però la vedo dura; per questi mollare la poltrona è il peggiore degli incubi, altro che coronavirus

Commenta