Roma, 3 nov – Cornuti e mazziati: il governo vuole estendere green pass e stato di emergenza al 2022 ma Speranza dice che non è ancora deciso, che dipende dai contagi. Draghi stanzia 1,8 miliardi in vaccini per l’anno prossimo – sono per la terza dose, ovviamente – che andrà fatta per rinnovare il green pass obbligatorio per andare a lavoro. Ma il ministro della Salute fa il vago e soprattutto tira in ballo i contagi. Come se facessero la differenza. Sono i ricoveri di chi sviluppa la Covid con sintomi, che fanno la differenza, semmai. Anche perché, con il boom di tamponi per chi deve andare a lavoro, è ovvio che aumentano i casi positivi. Ma sono spessissimo asintomatici. E le terapie intensive sono quasi vuote.



Speranza: “Proroga stato di emergenza dipende dai contagi”

Tutto questo per Speranza non conta, evidentemente. Sullo stato di emergenza sanitaria, che scadrà definitivamente il 31 gennaio 2022, il ministro della Salute dice che “la decisione sarà presa solo a ridosso della scadenza del 31 dicembre e terrà conto della curva dei contagi in quel momento”. Ma le misure introdotte dal governo, su tutte la vaccinazione di massa e il green pass, “sono un modello per l’Europa e guardate con attenzione in tutto il mondo”. Altra cosa non vera: il resto del mondo non sta rinnovando lo stato di emergenza, anzi. Durante un forum organizzato a Roma da Radiocor, come riporta Il Sole 24 Ore, Speranza non schioda dallo spauracchio dei contagi, ormai fuori tempo massimo. “Come abbiamo sempre fatto – dice il ministro – valuteremo la situazione epidemiologica che in questa fase attuale non registra segni ‘meno’ nei contagi, soprattutto nei numeri che leggiamo nei Paesi europei”.

Il ministro della Salute elogia il green pass

Poi il ministro conferma la linea del governo: vaccini e obbligo di green pass. Certificato che “all’inizio è stato un’intuizione positiva sul piano europeo – afferma con orgoglio – per poi diventare, da noi, un pilastro del rientro alla normalità. In Italia ha reso più sicuri i luoghi dove si applica e ha riacceso i motori dell’economia. Se il Pil crescerà oltre il 6% – precisa il titolare della Salute – è grazie al modello di sicurezza adottato dal governo, cui ora anche gli altri Paesi guardano con attenzione. Ne abbiamo avuto prova al G20 di Roma”.

Insomma, come Draghi del resto, Speranza è convinto che “i vaccini aiutano la ripresa economica”. Senza pensare, tanto per fare un esempio, che per quei lavoratori non vaccinati l’obbligo di green pass è un costo. Almeno 180 euro al mese in tamponi. E si parla di prorogare la certificazione verde fino a giugno 2022… Altro che ripresa.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. cit. “Insomma, come Draghi del resto, Speranza è convinto che “i vaccini aiutano la ripresa economica”. Senza pensare, tanto per fare un esempio, che per quei lavoratori non vaccinati l’obbligo di green pass è un costo. Almeno 180 euro al mese in tamponi. E si parla di prorogare la certificazione verde fino a giugno 2022… Altro che ripresa.”

    Bisogna vederla con gli occhi giusti!

    I tamponi sono un reddito, per chi li produce che probabilmente sponsorizza gente che se dovesse lavorare come tutti sarebbe senza Speranza 😀

    Vediamo di lasciarli senza Speranza cambiando banca
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2016/12/02/banca-materassi/

    perché le case farmaceutiche non comperano titoli del debito pubblico voglio vedere poi anche se loro hanno il green pass come se lo pagano lo stipendio 😀

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