Roma, 3 nov – Sono note a tutti le immagini dei “grandi” della Terra che lanciano una monetina nella Fontana di Trevi. Un gesto che ai più è sembrato un simpatico e folkloristico siparietto ma che cela significati ben più profondi. Non è stata, infatti, una moneta qualunque ad essere gettata nella settecentesca fontana ma un euro appositamente coniato per il G20, con inciso l’Uomo vitruviano preso a simbolo del vertice. Un simbolo che va ad unirsi a quello delle “tre P”, la nuova triade che dovrebbe guidare i lavori delle nazioni che hanno preso parte al G20: People, Planet, Prosperity. Un nuovo corso, insomma, che dalla crisi pandemica arriva a coinvolgere ogni aspetto della vita delle persone a livello globale.



Le tre funzioni 

Tre parole per tre funzioni che interverranno sulle persone, sul pianeta e su una sedicente “prosperità” legata alle operazioni economiche e finanziarie.
Una triade che non può non richiamarne alla mente un’altra ben più arcaica, che affonda le radici nel più antico mondo indoeuropeo e su cui l’Italia stessa poggia. Ritorniamo un momento col pensiero a quelle che furono le origini di Roma e dell’Italia, quella stessa Italia che tota iuravit sua sponte fedeltà ad Augusto Imperatore.

Tre sono le funzioni che troviamo: la prima è la funzione gioviale, legata a Giove, “dio sovrano del mondo, padrone della magia, garante del diritto” (Dumezil, “Jupiter, Mars, Quirinus”); la seconda trova il suo nume nel dio bellator, Marte, ed è la funzione marziale che si concretizza nel guerriero che protegge la città e muove guerra se lo ius viene violato; la terza è, infine, la funzione quirita che nel tranquillus Quirino trova il suo dio e nei riti agro-pastorali la sua manifestazione. La stessa triade ritroviamo nelle classi indo-iraniche, ugualmente divise in sacerdoti, guerrieri e pastori-agricoltori.

La triade rovesciata del G20

Una triade che ora vediamo rovesciata, come, del resto, la società i cui viviamo: i non-valori sociali, i fantomatici “diritti” di cui tutti parlano, hanno soppiantato quelli eroici e spirituali. Non potevamo aspettarci altro da governanti che han fatto, e fanno, di tutto per annichilire ogni slancio virile.
In questa epoca di caduta, però, vale sempre ricordarlo, ognuno di noi ha la possibilità di risorgere interiormente, darsi una forma, creare in sé stessi un ordine e una drittura (Evola, Orientamenti).

E questo parte dal riconoscersi come altro rispetto a quello che oggi ci propina la società moderna. Significa, insomma, riuscire a contrapporre al falso mito del progresso, oggi rappresentato da quelle tre “p” che giganteggiano sul manifesto del G20, le virtù eroiche di un Occidente cortese che al regime democratico contrappone l’Imperium, ai diritti i doveri, all’autocompiacimento la distruzione dell’ego. Sangue contro oro. A ciascuno la volontà di scegliere.

Marzio Boni

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