Roma, 13 dic – Simonetta Matone è la candidata del centrodestra alle elezioni suppletive nel seggio della discordia tra Pd, Calenda e Renzi. Il voto si terrà a Roma il 16 gennaio. La Matone, già candidata prosindaco con Michetti alle amministrative, sarà in corsa per il seggio alla Camera lasciato vuoto da Roberto Gualtieri, eletto sindaco di Roma.

Matone candidata del centrodestra alle suppletive di Roma

“Ho dato la mia disponibilità, la mia candidatura è assolutamente condivisa e trasversale”, afferma la Matone all’Adnkronos. La candidata del centrodestra ribadisce il suo impegno su quelli “che sono i miei temi: dalla sicurezza alla difesa dei diritti delle donne e dei minori”. Ma anche gli immigrati, “di cui mi sono occupata per lavoro sette anni”.

Sfida tutta al femminile, con D’Elia (Pd) e Bonetti (Italia Viva)

A Roma dunque la sfida dovrebbe essere tutta al femminile, con il Pd che schiererà la zingarettiana Cecilia D’Elia e Italia Viva il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti. “Tutte donne? Bene – sottolinea la Matone – è certo un segnale positivo, sono i tempi che si evolvono”. E’ una “candidatura romana, di persona che vive, lavora e fa la spesa nella zona dove si voterà”, commenta Matteo Salvini. “Abbiamo scelto una persona nota e stimata – sottolinea – ritengo sia l’espressione migliore per quello che il Pd ritiene un suo territorio. Ma io dico ‘mai dire mai’, a chi dice che il Pd ha già vinto, che è un collegio già perso per noi“. In effetti il collegio in questione è un feudo dem e soltanto Calenda potrebbe insidiarlo. Almeno stando ai numeri delle ultime comunali.

Calenda ai ferri corti con il Pd: i suoi elettori voteranno la candidata di Renzi?

Ma proprio il leader di Azione ha lasciato (almeno apparentemente) il campo libero al Pd dopo lo scontro sulla possibile candidatura di Conte. Se davvero Letta avesse “regalato” il seggio al leader del M5S, Calenda lo avrebbe sfidato, stracciandolo. Ora che Conte è fuori dai giochi, l’ex ministro dello Sviluppo economico ha ritirato la candidatura di Valentina Grippo. Certo è che se gli elettori di Calenda (che in quel collegio ha preso il 32%) votassero per la candidata renziana sarebbe un bel problema per Letta. Ma a quanto pare allo stato attuale il leader di Italia Viva e quello di Azione non sono in grande sintonia. Tuttavia c’è da dire che hanno un avversario comune: il Pd. Inoltre dopo l’annuncio della candidatura della D’Elia, Calenda ha chiuso ogni possibile trattativa con Letta. Quindi tutto è ancora possibile.

M5S fuori dai giochi

Chi è di sicuro fuori dai giochi è il M5S: a questo punto è più che probabile che Conte non candiderà nessuno, visti i consensi ridotti al lumicino. E non solo nel collegio in questione. Un bel problema per Letta, che si è fissato con l’alleanza giallofucsia. Altro che “campo largo”, insomma: le suppletive di Roma sono già una faida tutta interna al centrosinistra.

Adolfo Spezzaferro

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