Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 mag – Un Consiglio superiore della magistratura a disposizione delle toghe politicizzate per attaccare l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. E’ il quadro allarmante che emerge da nuove chat WhatsApp, pubblicate oggi dal quotidiano La Verità, che mettono in evidenza come la magistratura politicizzata agisca per attaccare gli avversari e di certo non per fare giustizia né per difendere la sempre “strombazzata” autonomia. E’ l’agosto 2018, l’allora vicepresidente del Csm Giovanni Legnini (già sottosegretario di due governi Pd), in una chat attribuibile a lui, chiede all’allora consigliere del Csm Luca Palamara – oggi indagato dalla Procura di Perugia per presunta corruzione nello scandalo del mercato delle toghe – di intervenire con una nota sulla vicenda della nave Diciotti (per cui l’allora ministro dell’Interno è stato indagato per sequestro di persona). Obiettivo: mettere all’ordine del giorno del Csm il caso, sempre con la scusa dell’indipendenza della magistratura. E dalle chat si legge che Palamara – lo stesso pm al centro dello scandalo per la chat in cui dice che “Salvini anche se ha ragione va attaccato” – si attiva subito per produrre la nota chiesta da Legnini. Ma vediamo che cosa dicono le chat.

La nota del Csm contro Salvini

Il 24 agosto 2018 – secondo quanto riporta La Verità – Legnini scrive a Palamara: “Luca, domani dobbiamo dire qualcosa sulla nota vicenda della nave“. Palamara risponde: “Ok, sono pronto”, e Legnini lo incalza: “Sì, ma domattina dovete produrre una nota, qualcosa insomma”. Nello scambio tra i due vengono nominati altri due consiglieri del Csm: Valerio Fracassi della corrente Area (sinistra) e Claudio Galoppi della corrente Magistratura Indipendente (moderata). Il pomeriggio del 25 agosto esce la nota, a firma Palamara, Fracassi, Galoppi e Aldo Morgigni (corrente Autonomia &Indipendenza di Davigo), in cui si chiede che il caso Diciotti venga messo all’ordine del giorno del plenum del Csm. Ecco il testo: “Le vicende relative al trattenimento a bordo della nave Diciotti, hanno fatto registrare interventi di esponenti del mondo politico e delle istituzioni, anche in relazione agli accertamenti giurisdizionali in corso. La verifica del rispetto delle norme è doverosa nell’interesse delle istituzioni. […] Riteniamo che sia necessario un intervento del Csm per tutelare l’indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività di indagine“. Insomma, il Csm interviene a difesa di chi sta indagando contro Salvini soltanto perché sta svolgendo il suo compito istituzionale di ministro dell’Interno.

Legnini fa pubblicare subito la nota del Csm su Repubblica

A quel punto Legnini (la cui fulgida carriera è iniziata nel Partito comunista), che non aspettava altro, dichiara che l’istanza sarà trattata nel primo comitato di presidenza. Nella nota, il vicepresidente del Csm assicura che non intende “invadere il campo di valutazioni e decisioni che spettano al potere esecutivo e a quello giudiziario”. Ma è ovvio che Legnini al contrario si avvale della rete di contatti e della sua influenza per far non solo pronunciare il Csm contro Salvini ma farne dare notizia dai quotidiani amici, come La Repubblica, che rilancia subito la nota. Anche perché da sottosegretario con delega all’editoria durante il governo Letta ha avuto modo di avere rapporti continuativi con la stampa di sinistra. Come spiega La Verità, questo “fil rouge” con la stampa Legnini l’ha utilizzato anche per far pendere Repubblica in qualche modo verso Palamara nelle indagini di Perugia.

Auriemma contrario alla nota del Csm: “Una cazzata atroce attaccare Salvini”

Tornando alla Diciotti, dopo la nota del Csm, la sera stessa il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma scrive a Palamara (in quella chat ormai tristemente nota) facendo presente che trova immotivata la presa di posizione voluta da Legnini. “Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico al di là del lato politico”. E Auriemma rincara la dose: “Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui“.

Ebbene, ora che conosciamo anche le chat dell’antefatto di quella in cui Palamara dice ad Auriemma che Salvini va comunque attaccato, emerge un Csm ad uso e consumo delle toghe politicizzate, pronte a schierarsi al di là delle correnti di riferimento, quando bisogna attaccare un avversario politico.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Che schifo. Gli italiani devono ricordarsi di questo se stanno aspettando le elezioni per cambiare le carte (sarebbe invece il caso di mettere tutto a soqquadro..). Ah, non solo di questo ma anche del ponte di Genova.
    Questa gente deve crepare sepolta viva.

  2. Ho fatto una ricerca, anche se non molto approfondita.
    Il palamara non esiste tra le specie di tonno.
    Non riesco a capire Cossiga a cosa alludesse.
    La faccia non ci somiglia.
    Secondo me Cossiga si accorse di avere un granchio.
    E gli avrà sicuramente chiesto scusa.