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Bruxelles, 18 lug – Il negoziato europeo sul Recovery Fund (o Next Generation Ue) e il bilancio dell’Unione 2021-2027 è in una fase di stallo. Dunque la situazione non è cambiata rispetto a questa mattina, con Giuseppe Conte all’angolo, mentre situazioni di compromesso proposte dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sembrano andare tutte nella direzione di accontentare i paesi cosiddetti “frugali”. E’ lo stesso presidente del Consiglio italiano che in un aggiornamento di questo pomeriggio pubblicato sui suoi canali social ha parlato di uno “stallo più complicato del previsto” e di un “confronto duro con l’Olanda”. Insomma per l’Italia si mette mal. Del resto la trattativa sul Recovery Fund è di fatto un’asta al ribasso che ci vedrà in ogni caso perdenti

I paesi “frugali” sono in netto vantaggio

I nodi da sciogliere sono sempre gli stessi: i paesi nordici vogliono far abbassare la quota dei soldi a fondo perduto: da 500 a 450 miliardi e aumentare quindi contestualmente la parte dei prestiti, da 250 a 300 miliardi. Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia chiedono anche di ridurre lo stanziamento per il bilancio dell’Ue 2021-2027, il mantenimento dei rebate e la trattenuta del 20% su alcuni dazi doganali. Ma soprattutto l’olandese Rutte vuole avere il controllo sul come i paesi del Sud, Italia e Spagna su tutti, spenderanno i soldi. Per questo si sta ragionando sul cosiddetto “freno di emergenza”, ovvero la possibilità di bloccare l’erogazione in caso non vengano rispettati alcuni parametri. Un atteggiamento “ben poco costruttivo”, a detta di Conte, quello di Rutte e degli altri rappresentanti dei paesi nordici.

La frustrazione di Conte

Stando ad alcuni retroscena Conte si sarebbe anche rivolto in maniera piuttosto dura nei confronti di Rutte questa mattina. Non è difficile crederlo, vista anche una certa frustrazione che traspare dal messaggio video del premier giallofucsia: “Il tutto è reso complicato dal fatto che si stanno giocando molteplici partite”, spiega il presidente del Consiglio. “Su Next Generation Ue (Recovery Fund, ndr) alcuni stati mettono in discussioni i sussidi, gli aspetti procedurali su esecuzione del programma, i rebates all’interno del quadro pluriennale. Dobbiamo trovare una sintesi perché è nell’interesse di tutti ma affermando principio fondamentale: che questi strumenti devono essere efficaci, la nostra risposta deve essere pronta collettiva e robusta dal punto di vista economico. C’è stato un confronto duro con l’Olanda e gli altri paesi cosiddetti frugali che non condividono una risposta efficiente sui sussidi e i prestiti. Ma non è solo l’Italia che se ne giova, la Spagna o il Portogallo ma è l’intera Europa, dobbiamo essere più resilienti e competere nello spazio globale con Cina e Stati Uniti”.

Davide Di Stefano

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