Roma, 1 set – In piena campagna elettorale, il famoso ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha inaugurato ieri un nuovo centro commerciale nei pressi dell’aeroporto trevigiano. Non sono mancate però le polemiche della sinistra veneta legate all’applauditissimo discorso dello “sceriffo” di Treviso. Gentilini lo conosciamo bene e sappiamo non essere certo persona da avere peli sulla lingua. Il suo interesse storico si concentra soprattutto nella Prima e nella Seconda guerra mondiale, eventi che hanno segnato nel bene e nel male il territorio della sua patria veneta. Negli anni, lo storico primo cittadino trevigiano, non ha mai fatto mistero della sua fede mussoliniana. Alpino, fascista, leghista e orgogliosamente veneto, Gentilini è sempre stato tra i sindaci più amati, tanto in regione quanto nel resto d’Italia. Ma la sua disinvoltura nell’affrontare temi e passioni “politicamente scorrette” lo hanno portato spesso sul patibolo della gogna mediatica nazionale. L’ennesimo caso è avvenuto ieri nel corso dell’inaugurazione del centro commerciale Alì, nei pressi dell’aeroporto trevigiano, dove nel suo discorso il 93enne Gentilini non ha avuto peli sulla lingua.

Giancarlo Gentilini vs cancel culture

Siamo qui oggi perchè si realizza un sogno partito nel 1939, quando Benito Mussolini venne qui a inaugurare l’aeroporto di Treviso“. Alle 10.30 del mattino, l’ex sindaco Giancarlo Gentilini torna a suonare la sveglia ai trevigiani. Lo fa senza peli sulla lingua e raccontando la vera storia dell’aeroporto veneto per come è stata scritta dai suoi protagonisti. Tra gli applausi e i sorrisi del pubblico, però, vi sono stati i fischi di sdegno degli attivisti di Friday for future, il movimento di Greta Thunberg. I militanti della sinistra verde, infatti, stavano manifestando contro la cementificazione dell’area aeroportuale. Sono stati proprio gli attivisti della Thunberg, con la galassia associazionistica della sinistra, a far scoppiare l’ennesima polemica mediatica contro il consigliere comunale di 93 anni. Nel suo discorso, Gentilini ha ribadito più volte il valore rappresentato dall’aeroporto trevigiano. Ha sottolineato quanto lo stesso sia servito a “esportare nel mondo il popolo che ha sempre lavorato”. Ma se non bastassero i richiami al popolo veneto, lo “sceriffo” di Treviso ha poi rincarato la dose con un: “Dio, patria e famiglia! Un credo che è nel cuore anche della Razza Piave“.

L’aeroporto sogno di Mussolini

Ma andiamo a vedere a cosa si riferisce, nello specifico, il tanto contestato discorso di Giancarlo Gentilini. Nato come campo di fortuna per soddisfare le esigenze dell’Aero club di Treviso, l’aeroporto trevigiano venne inaugurato una prima volta nel 1935 e poi, ampliato, nel 1939 per volere esplicito di Benito Mussolini. All’inaugurazione del 1939 presenziò nientemeno che il Duca d’Aosta in persona insieme ad altre alte autorità del Fascismo. Il primo nome del sito fu “Aeroporto Medaglia d’Oro Giannino Ancilotto, eroe del volo nella Prima guerra mondiale. Bisognerà poi successivamente attendere il 1953 affinchè il “sogno del Duce” venga realizzato. In quell’anno, su iniziativa degli enti locali, sorse finalmente la prima aerostazione civile e, nel maggio dello stesso anno, venne inaugurato il primo volo internazionale. Fino all’apertura dello scalo veneziano di Tessera nel 1960, il S.Angelo divenne l’aeroporto di riferimento anche per la vicina Venezia. Oggi, l’ampliamento dell’aeroporto trevigiano e l’innaugurazione del vicino centro commerciale, segnano un altro importante passo per quel vecchio sogno avanguardista voluto da Mussolini.

Un trevigiano primo paracadutista militare della storia

Ma la storia trevigiana con il volo non si ferma certo qui, anzi. Treviso vanta infatti episodi storici che hanno segnato primati internazionali. Tra questi non si può non menzionare l’Alpino trevigiano, tenente degli Arditi, Alessandro Tandura, primo paracadutista al mondo in azione di guerra. Era il 9 agosto del 1918 e, mentre Gabriele D’Annunzio sorvolava Vienna lanciando manifestini esortando l’impero austroungarico alla resa, nei cieli di un veneto occupato dal nemico, Tandura aprì il suo paracadute di seta nera, dopo essersi lanciato da un aereo e conquistarsi di diritto il primato di primo paracadutista militare nella storia. Anche per questo motivo, da grande estimatore di Tandura come di tutti gli eroi della Grande Guerra, Benito Mussolini teneva alla realizzazione di un aeroporto nella città di Treviso.

Andrea Bonazza

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1 commento

  1. Friday for f. vadano nelle periferie delle grandi città di pianura a criticare le cementificazioni terribili, vere, oggi divenute carceri povere senza sbarre, altrimenti di cementificati dannosi sono rimasti evidenti solo i loro cervelletti e culetti pigramente esibizionisti.

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