Roma, 16 ott – Sergio Mattarella ha incontrato oggi Donald Trump allo studio ovale della Casa Bianca. “Quello tra Italia e gli Stati Uniti è un legame solido basato non solo sul vincolo transatlantico ma anche su un forte rapporto umano“, ha dichiarato il presidente della Repubblica. “Tra l’Italia e gli Stati Uniti le relazioni non sono mai state così buone come adesso“, ha replicato raggiante il presidente americano. Tutto rose e fiori dunque? Parliamo di un semplice incontro tra due grandi amici che non hanno molto da dirsi se non farsi i complimenti a vicenda?

Il problema dei dazi Usa

Se guardiamo oltre le parole di circostanza, sempre poco significative in questi casi, le questioni sul tavolo della Casa Bianca non sono poche e soprattutto non sono affatto già risolte, anzi. Per quanto il governo di “Giuseppi” Conte sia gradito all’amministrazione statunitense, se non altro perché garanzia di profilo basso e totale accettazione dei diktat di Washington, siamo di fronte a una guerra commerciale che penalizza fortemente gli interessi economici italiani. Gli annunciati dazi degli Stati Uniti potrebbero essere devastanti soprattutto per il nostro settore agroalimentare, cosa che Mattarella non può con tutta evidenza ignorare.

Trump risponde picche

Proprio su questo, dopo le iniziali vicendevoli lisciate, il presidente della Repubblica ha detto a Trump che “è indispensabile trovare un punto di incontro”. Auspicando a riguardo “di arrivare a una discussione franca e costruttiva” al fine di impedire “l’alternativa delle ritorsioni”. Peccato però che il presidente Usa abbia subito gelato Mattarella: “I dazi non sarebbero una ritorsione, perché l’Unione Europea ha già ottenuto dei vantaggi, si è approfittata dei precedenti presidenti” statunitensi. “Adesso pari siamo”, ha aggiunto Trump strizzando l’occhio a un giornalista americano presente all’incontro.

Eugenio Palazzini

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