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estrema destraRoma, 7 nov – L’idea è semplice. Stilare una lista “dettagliata” delle sigle a cui vietare la libertà di espressione. Ovviamente la proposta non poteva che venire da “sinistra” (se ancora così si può definire il Pd), con l’obiettivo nemmeno celato di vietare per legge la possibilità di manifestare a movimenti giudicati di “estrema destra”, CasaPound e Forza Nuova in primis. L’idea liberticida è stata partorita da Chiara Scuvera, deputata del partito democratico che sabato sera a Pavia ha partecipato ad una manifestazione non autorizzata indetta dall’Anpi e tutte le varie sigle riconducibili alla sinistra antagonista, per protestare contro la commemorazione (questa invece autorizzata, ndr) del militante missino Emanuele Zilli, morto nel 1973 in circostanze poco chiare, probabilmente assassinato da militanti dell’estrema sinistra.

Proprio da chi ha partecipato ad una manifestazione non autorizzata, in cui si sono verificati anche degli scontri, parte paradossalmente la proposta di vietare invece ad altri la possibilità di manifestare. L’arroganza democratica della Scuvera fa sì che venga definito “assurdo permettere manifestazioni usuali al disciolto partito fascista”. Quale sarebbe poi il legame tra il disciolto partito fascista e un militante missino ammazzato nel 1973 è tutto da capire. E così mentre i centri sociali in compagnia del sindaco del Pd Massimo Depaoli , anche lui presente alla manifestazione non autorizzata, si scontravano con le forze dell’ordine, la preoccupazione della Scuvera, come riportato da Il Giornale, era quello di presentare una legge per coprire “un vuoto normativo”.

Quelle della Scuvera sembrano poche idee ma confuse, visto che per stabilire l’elenco delle sigle vietate immagina “una commissione di storici e persone istruite sul tema, per permettere alla polizia di impedire queste manifestazioni”, oltre ad una stretta vigilanza se i partecipanti “sono soliti fare i saluti romani”. Purtroppo quello che sembra solo il delirio di un folle potrebbe avere più di un appoggio nella realtà, visto che la stessa Scuvera insieme ad Emanuele Fiano del Pd, nel 2013 propose al Parlamento di mettere al bando le liste elettorali espressione di partiti che ” implicitamente si richiamano al fascismo”. Dunque se per movimenti come CasaPound il divieto di manifestare sarebbe immediato, lo stesso non dovrebbe accadere per Fratelli d’Italia, che la Scuvera grazierebbe in quanto “non si richiama direttamente all’esperienza del fascismo”. Che la proposta sconclusionata della Scuvera trovi prima o poi un’attuazione non è dato saperlo. Di sicuro ci troviamo di fronte ad un nuovo episodio della sconfinata arroganza liberticida che proviene dagli ambienti “democratici”.

 Davide Romano

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