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Di CanioRoma, 7 nov – Come molti ricorderanno, a settembre Paolo Di Canio era stato sospeso dall’emittente Sky perché si era presentato davanti alle telecamere con il tatuaggio “DVX” ben visibile sul braccio. Tra i contestatori maggiori della presenza di Di Canio – e del suo tatuaggio – in televisione c’era stato Moked, il portale dell’ebraismo italiano. Proprio oggi lo stesso portale riporta una lettera che Di Canio stesso avrebbe mandato all’Ucei, l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, in particolare al suo presidente Noemi Di Segni. “Sento di dover tornare su un argomento che pensavo di avere già chiarito in passato: non ho e non voglio avere niente a che spartire con idee antisemite, razziste, discriminatorie, violente” avrebbe scritto l’ex bandiera biancoceleste. “Ritengo, senza se e senza ma, che le leggi razziali volute da Mussolini siano state una terribile infamia per la storia del nostro Paese. Un’infamia che causò un’immane tragedia per migliaia di ebrei in Italia. Questa è la mia posizione convinta e determinata”.

Di Canio poi ricorda alla Di Segni un aneddoto: “Qualche anno fa ho chinato la testa di fronte al dolore di alcuni superstiti di Auschwitz che ho conosciuto nel corso di un incontro a Roma. Essendo io un personaggio pubblico, credo di dover dar conto di questo mio sentire così da contribuire, per quanto mi è dato, ad una sensibilizzazione dei nostri giovani verso sentimenti di solidarietà e rispetto, per unire e non per dividere, contro ogni forma di odio, di antisemitismo e di razzismo. Dopo quello che, mio malgrado e contrariamente alla mia volontà, è recentemente accaduto, voglio dunque ribadire questi miei convincimenti, scrivendo alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane perché ne sia portavoce verso tutte le Comunità, così da chiudere una pagina recente di dolore e di amarezza, anche per me”.

Immediata la risposta della Di Segni. “I tempi che viviamo impongono grande attenzione alle parole che usiamo, ai gesti che compiamo e ai simboli che accompagnano la nostra vita privata e in pubblico. Un senso di responsabilità, nell’arginare ogni forma di odio, che grava ancor più a chi si rivolge al grande pubblico e che ricoprendo un preciso ruolo ha una chiara riconoscibilità mediatica, e inevitabilmente concorre a formare le coscienze e le opinioni soprattutto dei giovani”.
Insomma sembra che all’Ucei sia al momento piaciuto il “senso di responsabilità” mostrato da Di Canio con la sua lettera, ribadendo che dovrà fare attenzione ai “simboli che accompagnano la vita privata e in pubblico”. Basterà questo a far riabilitare Paolo Di Canio sugli schermi Sky, magari con l’uso di maniche lunghe che coprano il famigerato tatuaggio?

Aurelio Pagani

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14 Commenti

  1. Per me Di Canio non doveva dare a nessuno giustificazione alcuna…
    L’Ucei dovrebbe solo ritornare nelle fogne da cui arriva (insieme all’Anpi e a tutto il test della compagnia).

  2. Pensare che mentre le WAFFEN SS erano multirazziali (anche Africani a portare quella divisa,nonchè Indiani,Turchi,Orientali ed una vagonata di Paesi europei)….negli USA fino al 1942 era PROIBITO per iscritto l’arruolamento degli Afroamericani nelle Forze Armate…..e poi quando questo fu concesso e fino agli anni 60 inoltrati…a questi erano riservati solo servizi di casermaggio e logistici (camerieri,cuochi,pulitori) ed eclusi da compiti e ruoli da combattimento.Dovevano peraltro alloggiare separatamente dai Soldati bianchi.
    Ad oguno quindi la sua vergogna.

  3. Le leggi razziali furono una porcata per farsi belli con Hitler che tra l’altro non ci aveva chiesto di emanarle, poi il razzismo in Italia era praticamente inesistente tra gli italiani ed anche tra i fascisti tranne una minoranza di esaltati quindi…..

  4. Pure di Canio ha dovuto fare un gesto “fininano” per riabiltarsi davanti ai padroni.
    Una precisazione per Forrester : nelle waffen SS non furono arruolati africani. Probabilmente ti sbagli con l’esercito arabo del nord Africa inquadrato nella wermacht.
    Saluti Romani

  5. Tralasciando la “finiata” di di Canio…una piccola precisazione per forrester: nelle waffen SS non furono arruolati africani. Probabilmente ti sbaglio con i volontari (neri in molti casi) arruolati nell’esercito arabo del nord Africa.

  6. Dopo Robert De Niro, che ha detto stomachevoli porcate su Trump, ecco un altro personaggio che amavo e che adesso mi è caduto dalle palle. Vaffanculo anche a te, Di Canio, che bisogno avevi di dare queste patetiche giustificazioni?

  7. Forse perché Di Canio è uno dei pochi ad avere capito il vero senso del Fascismo, al contrario di certa feccia neonazista che invece non ha capito un cazzo

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