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Roma, 14 dic – Nuovo scontro in maggioranza: i giallofucsia sono spaccati sul salvataggio della Banca popolare di Bari. Italia Viva è contraria: “Votare a scatola chiusa un decreto così importante è ingiusto e pericoloso”. Lo dichiarano il coordinatore nazionale Ettore Rosato e il ministro Teresa Bellanova, capo delegazione dei renziani al governo. “Dovendo impiegare un miliardo del contribuente appena qualche ora dopo l’assicurazione del premier che negava ogni ipotesi di interventi, ci pare giusto capire meglio di che cosa stiamo parlando“, obiettano. ”Salvare i risparmiatori – proseguono Rosato e Bellanova – è una priorità. Aiutare i lavoratori un dovere. Decidere come farlo riguarda tutti. A meno che non ci sia qualcuno che deve nascondere qualcosa”. Poi l’affondo contro i 5 Stelle, di cui sono alleati obtorto collo nel Conte bis. ”Rimane la curiosità intellettuale di sapere che cosa sia accaduto a chi ha costruito la propria campagna elettorale insultandoci come amici delle banche e oggi non solo mette centinaia di milioni del contribuente per una banca, ma addirittura ci accusa di irresponsabilità solo perché abbiamo chiesto di avere qualche ora per vedere un decreto che, a differenza di ciò che facemmo noi, stanzia un miliardo dei cittadini per rimediare agli errori di chi ha gestito la Popolare di Bari. Anche sulle banche il tempo è stato e sarà galantuomo”, concludono i due renziani.

Conte prima assicura che il salvataggio non serve poi convoca il Cdm

Ieri il Consiglio dei ministri per il salvataggio della banca si è concluso con un nulla di fatto. Non è stato approvato nessun decreto per il momento, ma il governo “è pronto ad assumere le iniziative necessarie alla piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio”. L’accelerazione verso l’ennesimo scontro in seno ai giallofucsia si è innescata dopo che nel primo pomeriggio il premier Giuseppe Conte da Bruxelles aveva rassicurato tutti dicendo “il salvataggio non serve”. Ora invece si parla di un miliardo di soldi pubblici.

Popolare di Bari commissariata da Bankitalia

Dal canto suo, Bankitalia ieri ha deciso di commissariare Popolare di Bari, nominando Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza. “La Banca d’Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali”, si legge sul sito dell’istituto di credito pugliese.

Italia Viva diserta il Cdm per protesta

Da qui la decisione di Conte di convocare un Cdm, scatenando le ire di Italia Viva, che diserta la riunione per protesta. Il capo politico M5S, Luigi Di Maio, replica che “c’è un problema con la Banca popolare di Bari ma noi dobbiamo andare a vedere a chi hanno prestato i soldi: pensiamo a un decreto che aiuti i risparmiatori, non gli amici delle banche. Serve una riflessione sul decreto”. Anche il Pd reagisce con irritazione, prima con un tweet di Andrea Orlando e poi con una nota di Dario Franceschini. “I ministri del Pd hanno partecipato al Consiglio dei ministri. In ogni scelta di governo, e a maggior ragione quando si tratta di tutelare i risparmi dei cittadini, noi mettiamo doverosamente senso di responsabilità. Le minacce, le aggressioni agli alleati, le assenze per fare notizia, le lasciamo ad altri“.

Lega: “Conte incapace o instabile, si dimetta”

A scagliarsi contro il premier c’è anche e a maggior ragione la Lega: “Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un Cdm d’urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell’istituto? Un pacato ‘no comment’ avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza”. Così in una nota il leader della Lega Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Supponiamo che un presidente del consiglio per la prima volta donna, per esempio la Meloni, oppure Salvini dichiarino alla stampa che una banca non ha alcun problema e non deve essere finanziata. Poi supponiamo che dopo un paio di ore la banca d’Italia decide di commissariare la stessa banca, bloccare gli amministratori per evidente carenza di liquidità.
    I giornaloni, il nuovo quotidiano del pd: Sole 24 ore, le tv intitolerebbero: Fate presto! irresponsabile e incauto chi parla in quel modo avventato, era sufficiente dire un “no comment”. Stupisce o meglio non stupisce la tenerezza con cui è trattato Conte, veramente immeritata in questo caso.