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Modena, 19 mar –  “Marco Biagi non pedala più, onore a Mario Galesi, onore ai compagni combattenti”.  E’ una delle inquietanti scritte comparse a Modena, sui muri della facoltà di Economia dove il professore giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse insegnava. Nell’ateneo emiliano sono in programma in questi giorni alcune iniziative per ricordare l’autore del Libro Bianco sul mercato del lavoro e proprio oggi, 19 marzo, ricorre il 16° anniversario dell’omicidio di Biagi avvenuto a Bologna a opera delle Nuove Brigate Rosse. A dare notizia di quanto accaduto è stato Michele Tiraboschi, storico collaboratore di Biagi, con un post su Facebook in cui ha pubblicato le foto delle scritte.
Lorenzo Biagi, figlio del professore assassinato dalle Br, si è detto “disgustato” anche dalle parole pronunciate di recente in tv da molti ex brigatisti.  “Lo Stato ha abbandonato mio padre – ha poi tuonato il figlio del giuslavorista -. Mio padre aveva una scorta fino a pochi mesi prima di essere ucciso, fino al novembre del 2001. Per cui penso che il fatto che gli sia stata tolta senza motivo o comunque con una grande sottovalutazione del pericolo sia una cosa molto grave. Spero – ha aggiunto – che questo non capiti più ad altre persone o altre figure come lui”.
“Chi oggi offende la memoria di Marco Biagi con scritte infami e indegne – ha detto il presidente della Regione Emilia – Romagna, Stefano Bonaccini – è solo un vigliacco che si nasconde dietro l’anonimato per oltraggiare un uomo coraggioso che metteva il proprio sapere al servizio della collettività”. Tra le scritte, scoperte sui muri dell’università emiliana, anche “1000 Biagi”.
Alessandro Della Guglia



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5 Commenti

  1. Del resto i rossi individuarono il principale fautore del precariato infame, dunque nè con loro e neppure con Biagi, spiacente.

  2. Per cui il rosso presidente della regione Emilia Romagna che ha usurpato il suo traballante incarico dopo che il 35% degli elettori si è presentate a votare,mentre il 65% per schifo e disgusto è rimasto a casa,tuona contro le comuniste br………ma da dove nascono queste merde bastarde???……arrivano dai centri sociali che lui e le sue armate piddine proteggono e foraggiano……..ma questi comunisti sono proprio senza vergogna……… e pensare che in Africa ci sarebbe un gran bisogno di manodopera……. Visto che gli africani i piddini li hanno fatti arrivare tutti in Italia, c’è un gran bisogno di spalle forti……parta con la boldrina e la kienga e si faccia una bella vacanza con le sue amichevoli e amate risorse.

  3. […] Modena, 26 apr – Muri, monumenti e vetrine imbrattati. Scritte vergognose di ogni genere: contro forze dell’ordine, Notre Dame, i martiri delle Foibe, Salvini, i “fasci”. Così a Modena hanno deciso di festeggiare il 25 aprile questi simpatici antifascisti, sporcando con la vernice persino la targa dedicata a un carabiniere partigiano. Una città ricoperta di scritte indecenti: ‘Spara a Salvini’; ‘Brucia la Questura’, Salvini Muori’, ‘Infami assassini, merde’ (riferito ai carabinieri caduti), ‘Fuoco alle frontiere’, ‘Ogni chiesa come Notre Dame’, ‘Fascio te sfascio’. Tra l’altro lo scorso anno a Modena erano comparse pure scritte inneggianti alle Brigate Rosse. […]

  4. […] Modena, 26 apr – Muri, monumenti e vetrine imbrattati. Scritte vergognose di ogni genere: contro forze dell’ordine, Notre Dame, i martiri delle Foibe, Salvini, i “fasci”. Così a Modena hanno deciso di festeggiare il 25 aprile questi simpatici antifascisti, sporcando con la vernice persino la targa dedicata a un carabiniere partigiano. Una città ricoperta di scritte indecenti: ‘Spara a Salvini’; ‘Brucia la Questura’, Salvini Muori’, ‘Infami assassini, merde’ (riferito ai carabinieri caduti), ‘Fuoco alle frontiere’, ‘Ogni chiesa come Notre Dame’, ‘Fascio te sfascio’. Tra l’altro lo scorso anno a Modena erano comparse pure scritte inneggianti alle Brigate Rosse. […]

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