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Roma, 15 gen – L’avanzata elettorale della destra, il pensiero degli italiani rispetto alle opere di Mussolini, il significato del corteo di Acca Larentia l’incapacità della sinistra di dialogare con le fasce popolari. Questi i temi principali della puntata di questa mattina di Omnibus su La7, dove tra gli ospiti insieme Gasparri, Fiano, Schwarz e Cancellato figurava anche il direttore de Il Primato Nazionale, Adriano Scianca. Un servizio ben realizzato sul corteo di Acca Larentia a Roma dello scorso 7 gennaio, ha dato la possibilità di introdurre il tema del coinvolgimento e della partecipazione di ragazzi molto giovani a movimenti come CasaPound, con radici storico-culturali molto forti e spesso demonizzati dai media mainstream.
“Gli italiani capiscono quello che alcuni politici e certa stampa spesso fa fatica a capire, che la democrazia non sia in pericolo mi sembra sotto gli occhi di tutti”, è stata la risposta di Scianca alla conduttrice Gaia Tortora, alle domande sul giudizio spesso positivo espresso dagli italiani per le opere del fascismo. “Mussolini – ha spiegato il direttore del Primato – è sempre presente nel dibattito, soprattutto con l’avvicinarsi delle elezioni. Berlusconi pur non essendo un fascista spesso fa la battuta su Mussolini e me l’aspetto a giorni. Il motivo è che vuoi o non vuoi nell’immaginario collettivo degli italiani c’è una valutazione di quel periodo storico che è diversa da quella di certa stampa e certa politica”.
Importante anche il passaggio su un tema ormai ricorrente: quello dell’abbandono della sinistra dei quartieri popolari e dell’incapacità di comunicare con le fasce popolari. “Gli operai che voltano le spalle alla sinistra è un discorso vecchio ma tutt’ora reale. La sinistra non solo non l’ha compreso, ma non riesce a farsene una ragione e a ricostruire un dialogo con le fasce popolari di questa nazione”.
(L’intervento di Adriano Scianca)

(Il servizio sul corteo di Acca Larentia)

Davide Romano



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4 Commenti

  1. bravissimo Scianca,una delle migliori “penne” in assoluto nel panorama culturale italiano.
    Sarà interessante ricordare, a rimarcare la distanza siderale tra la sinistra attuale e la fabbrica, come
    una delle priorità legate allo Ius Soli, era la “negata” possibilità per i figli degli stranieri di andare a fare l’Erasmus all’estero con l’attuale normativa.
    Ora,al di là del non secondario fatto che la cosa non corrispondeva al vero…
    ERASMUS come priorità assoluta! una volta almeno il PCI parlava agli operai con il “toni” sudato addosso; poi in verità più della casa agli stessi ha regalato aborto e divorzio,ma allora almeno c’era un senso di appartenenza a qualcosa.

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