Roma, 15 gen – Chi non ha “santi in Parlamento”, per citare la Bonino, deve rimboccarsi le maniche. E così senza il “soccorso bianco” del democristiano Tabacci di turno si è costretti da una legge folle a raccogliere in poco più di due settimane di fine gennaio, circa 25 mila firme alla Camera divise per 63 collegi elettorali (quindi soglia minima 375 a collegio) e circa 14 mila al Senato (33 collegi ma possono firmare solo gli over 25). A questo si aggiungono mille cavilli burocratici e una divisione assurda dei collegi, dove per esempio un residente di Monterotondo in provincia di Roma può firmare per il collegio alla Camera della capitale (e delle regionali del Lazio), ma si ritrova invece nel collegio di Viterbo al Senato. Insomma un’impresa a dir poco difficile, a cui di fatto si devono sottoporre solo le liste non presenti in Parlamento nell’ultima legislatura. Quelle di una certa consistenza sono soltanto due: CasaPound e Potere al Popolo, la lista che contiene Rifondazione Comunista e altre componenti di estrema sinistra.

Tra i sondaggi che parlano di un 3% (soglia di sbarramento a Camera e Senato) sempre più vicino e una crescita costante nell’ultimo periodo, l’entusiasmo che circonda CasaPound si conferma anche nell’ambito della raccolta firme: quasi 30 mila firme prese in soli due giorni. Sono questi i numeri impressionanti dei cittadini che hanno deciso di dare forza con la propria sottoscrizione alla candidatura del segretario nazionale Simone Di Stefano. Grazie alle oltre 100 sedi sul territorio nazionale e alla forte vocazione militante, CasaPound ha raccolto sabato e domenica circa 14.800 firme alla camera e poco meno di 12 mila al Senato (dove non possono firmare gli under 25). A queste si devono aggiungere le circa 3 mila raccolte nel Lazio per la candidatura a presidente della Regione di Mauro Antonini e quelle per le regionali della Lombardia, poco più di 2 mila. Sommando quelle delle regionali si arriva a più di 30 mila sottoscrizioni totali, raccolte tutte quante regolarmente davanti agli autenticatori.

Un impegno enorme che ha portato ai banchetti organizzati dalla tartaruga frecciata circa 15 mila persone fisiche. Tra tutti spicca senza dubbio il dato di Roma: nel quartier generale di via Napoleone III hanno firmato alla Camera per i tre collegi romani quasi 1500 persone. Ma i numeri sono importanti da nord a sud, dove solo per citare alcuni dati spiccano le oltre 2700 totali tra Camera e Senato del Piemonte, o le quasi 1000 del collegio unico dell’Umbria, fino alle 1700 della Puglia. Insomma CasaPound si appresta ad essere presente alla Camera e al Senato in tutti i collegi del territorio nazionale.

La vera difficoltà restano le firme per le elezioni regionali di Lombardia e Lazio, con soglie ai limiti della legalità. Nella più grande regione d’Italia servono 14 mila firme, un vero sproposito. Dovrebbe arrivare in extremis un provvedimento per dimezzarle, facendo scendere il numero a circa 7-8 mila (sempre una enormità). Nel Lazio grida vendetta il caso della provincia di Rieti, dove su una provincia che conta 150 mila abitanti bisogna presentare oltre 1000 firme (1200 per non avere intoppi burocratici). Considerando che andranno a votare circa 80 mila cittadini (al netto dell’astensione), si chiede a CasaPound di presentare circa l’1,5% in termini di voti sotto forma di sottoscrizioni. Una richiesta ben oltre i limiti di quella che dovrebbe essere la legalità e i principi di rappresentanza democratica.

(Diretta Facebook del secondo giorno di raccolta firme in Via Napoleone III 8 a Roma)

In diretta da via Napoleone III, secondo giorno di raccolta firme

Publié par CasaPound Italia sur dimanche 14 Janvier 2018

Davide Romano

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Commenti

commenti

15 Commenti

  1. per sapere se CPI può realmente superare la soglia del 3% (gli auguro di si)
    bisognerebbe quantificare, sulla base dei votanti effettivi, quante decine o centinaia di migliaia di voti servono IN TUTTA ITALIA.

  2. […] Milano, 15 gen – Grazie ad alchimie burocratiche di dubbia correttezza, quasi nessuno ha dovuto raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni. Il pensiero va subito a Emma Bonino, la quale, dopo una vita trascorsa da anticlericale intransigente, si è candidata sotto gli auspici dello scudo crociato per amor di cadrega. Chi invece si è dovuto rimboccar le maniche è stata invece CasaPound. Che, contrariamente a gufi e malelingue, ha riscosso un successo incredibile nei primi giorni della raccolta firme: si parla di circa 30 mila elettori che, in alcuni casi, hanno fatto lunghissime file per garantire l…. […]

  3. Ma che tristezza. Povero Paese, poveri noi giovani che crediamo nella democrazia e non nella discriminazione, poveri coloro che risentono delle azioni di certe persone, poveri questi neo fascisti che hanno perso il senno.

  4. Povero sarai tu
    Continua pure a credere nella democrazia pd di Renzi e soci bravo ! Così questo povero paese come lo chiami tu ( per dovere di cronaca così povero l’hanno ridotto i tuoi amici…) sarà sempre più in mano a incapaci e ingordi

  5. Volevo sapere a Cesena dove si può firmare se è ancora possibile Inoltre avrei piacere di sapere dov’è la vostra sede li
    Grazie buona serata

  6. ho, purtroppo visto, mio malgrado, la non mia accorata pubblicazione, non importa….le mie e nostre convinzioni condivise (almeno quelle) rimangono obbligatoriamente……da inseguire, grazie comunque attenzione.

  7. poi perdonatemi rileggete e poi vedete input tra Marco e Davide e fate valutazione ai vostri consensi, mi sembra di essere già in censura pri
    ma di cominciare ad incazzarmi ed esternare… Deluso ma non demordo

  8. e concludo, ma guarda se andrea raggio deve aspettare il vostro consenso? ma io parlo, vivo da Italiano, io sono Valsesiano Vercellese mio trisavolo contribui’ copiosamente liberazione Italia (documenti mano). Ma Io devo aspettare Vostri consensi? Purtroppo siete unica scelta ponderabile. allora se la mia convinzione ha fatto breccia, portatemi un attimo di più rispetto. Grazie

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