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Roma, 9 lug – La campagna anti-Salvini lanciata da Rolling Stone è stato un successo mediatico, ma non per aver raggiunto lo scopo – ossia smuovere le coscienze contro il ministro “cattivo” – e nemmeno per le prese in giro della copertina con la bandiera arcobaleno che imperversano in rete, piuttosto per le continue polemiche in merito all’inserimento nell’elenco di adesioni di alcuni nomi senza il consenso dei diretti interessati. Il primo a sollevare il polverone è stato il giornalista Enrico Mentana, il quale ha precisato di non aver mai dato il permesso di inserirlo nell’elenco dei nomi “di spicco” – tra musicisti, attori, registi, scrittori e personaggi vari – che hanno sottoscritto la campagna “Noi non stiamo con Salvini“. Poi è stata la volta dello scrittore Alessandro Rebecchi, anche lui inserito a sua insaputa. Ora il noto dj Linus parla di “carognata” perché nemmeno lui sapeva di essere in quell’elenco.
Il direttore di Radio Deejay sul suo profilo Instagram racconta come sono realmente andate le cose: “Due settimane fa ‘Rolling Stone’ mi chiede due righe su Salvini. Scrivo che i migranti sono un problema, che fa bene a farsi sentire, ma che non mi piace il modo e il tono con cui lo fa. A mia insaputa, vengo messo in un calderone per lanciare una campagna paracula contro di lui (Salvini). Non lo voterei mai, ma allo stesso modo non avrei mai accettato, sapendolo, di entrare in questo giochino”.
“Come tutti quelli presenti sul giornale, consapevoli o no, divento obiettivo degli speculatori del web – spiega Linus – . Tra questi il Tempo, che mi fa una telefonata stile Ciao Belli in cui mi chiedono come se si parlasse di gattini se voglio un migrante a casa. Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco.
Da un paio d’ore questa seconda carognata (la prima, ripeto, è quella di Rolling Stone) gira su Facebook ed è partito il linciaggio.
A quelli che mi stanno insultando gratuitamente e con grande piacere, se avete avuto la pazienza di arrivare fino qui, chiedo di far girare allo stesso modo quello che ho scritto adesso.
Poi magari continuate ad odiarmi perché sono della Juve o cagate simili. Ma non fatemi passare per quello che non sono. Grazie”.
Per il prossimo mese – oltre che riprendere a parlare di musica – il Rolling Stone (che peraltro maltratta i suoi dipendenti, come racconta la Lucarelli) dovrebbe fare una copertina con scritto: “Scusa! Ci abbiamo provato“, magari con l’elenco vero, quello dei soli nomi autorizzati.
Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Un giornale fallito che campa con i soldi pubblici , ovviamente i nostri soldi……. è indegna la stampa italiana che sostiene una politica sinistra , traditrice del popolo italiano , minoranza nel nostro paese……. ignobili pennivendoli.

  2. Ah Linuse Salvini è pure troppo pacato nei toni io mi esprimerei alla Calderoli. Tutti Fora di ball

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