Il Primato Nazionale mensile in edicola

Sanremo, 5 feb – Toccante il monologo sanremese della Leotta, tutto improntato sull’esaltazione della bellezza autentica, semplice, diversa. Mancava solo che dicesse “Io posso mangiare qualsiasi cosa, ho il metabolismo veloce” e il florilegio di ipocriti luoghi comuni sarebbe stato completo. Forse, dico forse, per parlare di “bellezza” si poteva scegliere qualcuno di altrettanto bello ma che non fosse l’incarnazione vivente di quel meme che recita: “Non siete brutti, siete solo poveri”. meme

Insomma, se con questo monologo il tentativo era di avvicinarsi alle persone normali, rendersi umana, accessibile, “una di noi”, non ce l’ha fatta assolutamente. A poco è servito usare la app che ti invecchia per mostrarci come sarà grinzoso il suo volto nel 2076 – sempre che non cada nel tunnel delle punturine – o piazzare sua nonna in mezzo al pubblico estraendo dal cilindro i ricordi d’infanzia per farle venire i lacrimoni e creare l’effetto-empatia.

“La bellezza capita”

Così mentre la Jebreal ci dà lettura sulla violenza maschile dopo aver posato abbracciata a Weinstein, la Leotta, che si è trapiantata la faccia di una Barbie tramite la chirurgia estetica, ci spiega che “la bellezza capita, non è un merito”. Capita a chi è veramente bello, e a chi possiede le risorse economiche per diventarlo, ma sono particolari. Sapendo di pronunciare ipocrisie, la Leotta esordisce con la formula “sarebbe ipocrita se”, risultando doppiamente ipocrita: “Certo può essere un vantaggio, altrimenti col cavolo che sarei qui, starete pensando. Sono una conduttrice sportiva, ma sarei ipocrita se dicessi che il mio aspetto sia qualcosa di secondario. La bellezza è un peso che col tempo può farti inciampare se non la sai portare”.

L’esperimento

Stando a quanto detto dovremmo quindi ringraziare Dio di essere dei cessi o mediamente passabili, perché in fondo la bellezza è un ostacolo, una pietra al collo che va gestita, oltre ai soldi e alle inevitabili facilitazioni che “colpiscono” i belli. “Mia nonna Elena a 85 anni è ancora pazzesca (viene inquadrata, ndr). Con il tempo inevitabilmente quella bellezza viene meno, noi vorremmo evitare il tempo, ma questa sera vorrei fare un esperimento, per capire che effetto farà su di me”. E sul maxischermo in fondo al palco va in onda l’invecchiamento di una foto della showgirl, fino all’anno 2076.

La vecchiaia non è uguale per tutti

“Nel 2076, quando avrò l’età di mia nonna, sarò felice? Mia nonna resta bellissima perché è vero che il tempo passa per tutti, ma non per tutti allo stesso modo“. Altre chiacchiere da coda al mercato del pesce. Per chi come Diletta avrà a disposizione chirurgia estetica, personal trainer, estetista h24, sicuramente il decadimento passerà in modo diverso dalla donna delle pulizie che vive nei palazzoni di Cesano Boscone e ieri sera si è dovuta sorbire la lezioncina di umiltà dalla ex finalista di Miss Italia.

Diversamente bella

“Lei mi ha insegnato a non essere semplicemente bella, ma diversamente bella: a studiare, sforzarsi per trovare un lavoro che ci gratifica e poi anche l’amore”. Il cortocircuito si crea quando il lavoro coincide con l’essere bella, e non “semplicemente” o “diversamente”: ma bella a tutti i costi, tanto da cambiarsi i connotati con il bisturi. “Quello che ho capito è che guardandomi così, con tutto questo tempo addosso, non ho paura di invecchiare, e questo lo devo a te nonna. Grazie”. Nemmeno io avrei paura di invecchiare se fossi al posto tuo Diletta, grazie al caz*o.

Siccome però i discorsi sono tanto belli ma la vecchiaia non piace a nessuno, la bella Leotta chiede alla nonna di “soffiare via” idealmente la vecchiaia dalla foto ritoccata della presentatrice, in modo che ritorni giovane. E qui ritorna per trenta secondi alla realtà. La realtà di una persona che è ben lungi dall’accettarsi “per come è” e che non si riteneva poi così bella. “Meno male”, esulta Diletta “Meno male che mi hai fatto tornare così. Altrimenti col cavolo che sarei qui“, conclusione che fa scivolare dallo scarico 5 minuti di ipocrisia e ci consegna al resto della serata. Applausi.

Cristina Gauri

 

6 Commenti

  1. Quelli dello spettacolo sono la maggioranza rifatti con dei soldi guadagnati a non fare un cazzo e in più anno anche il coraggio di farci la morale , provate anche voi a vivere con lo stipendio di un operaio e poi voglio vedere se
    Fate ancora i fighi in tv